Uccide moglie e figlia: aveva ottenuto il nulla osta psichiatrico per il porto d'armi

Secondo quanto riferito dalla Squadra mobile di Chieti, l'uomo che ha ucciso moglie e figlia, solo 5 giorni prima della strage avrebbe chiesto il porto d'armi. I medici ne hanno certificato l'idoneità.

getta figlia da cavalcavia

Nuovi aggiornamenti sulla vicenda dell’omicidio-suicidio a Chieti che ha visto coinvolto Fausto Filippone, 49enne, che prima ha spinto la moglie dal quarto piano di un palazzo, ha poi lanciato la figlia 12enne dal cavalcavia e, infine, si è suicidato lanciandosi dallo stesso viadotto. Nelle ultime ore, però, stanno pian piano emergendo dei dettagli agghiaccianti come, ad esempio, il fatto che l’uomo avesse richiesto il porto d’armi.

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Stando a quanto ricostruito dalle indagini della Squadra mobile di Chieti diretta da Miriam D’Anastasio, giusto qualche giorno prima della tragedia, Filippone avrebbe superato senza problemi la visita psichiatrica per ottenere il porto d’armi a uso sportivo.

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Ben due medici diversi, uno quello di base e l’altra del Centro di salute mentale di Chieti, hanno certificato l’idoneità di Filippone e il fatto che non presentasse malattie mentali o vizi fisici che potessero influire sulla sua capacità di intendere o di volere.

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Proprio il giorno stesso della strage, l’uomo avrebbe telefonato al poligono di Pescara annullando la prova pratica che gli avrebbe fatto ottenere il certificato, cambiando così il suo folle piano.

Filippone, che non aveva alcun interesse per fucili e pistole, avrebbe richiesto il porto d’armi proprio per uccidere moglie e figlia.

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