Piercing all'ombelico: tutto quello che devi sapere prima di farlo

Il piercing all'ombelico vi tenta? E’ sicuramente di grande impatto estetico, però tutte le fanciulle dovrebbero sapere che può comportare dei rischi per la salute, perciò attente!

Piercing all’ombelico: tutto quello che devi sapere prima di farlo

Foto Getty Images Frank Micelotta

Piercing ombelico o navel piercing: bello, sensuale, di grande impatto estetico. Su un ventre tonico e liscio, un brillantino al centro è bellissimo da sfoggiare; su una curva un po’ più pronunciata della pancia, il piercing all’ombelico, specialmente se pendente, aiuta a ingentilire le proporzioni. Con l’abbronzatura poi, il piercing all’ombelico spicca come un faro e con top corti e bikini vi farà sentire ancora più affascinanti (anche perché la sensualità del piercing all’ombelico è universalmente riconosciuta sia da maschietti che da femminucce come intramontabile: non passa mai di moda!!).

Ma se siete convinte di volerlo fare, sappiate che può comportare dei rischi e che dovete sapere alcune cose per ridurre eventuali conseguenze negative al minimo. Prima di tutto, rivolgetevi a professionisti seri, dotati di studi con norme igieniche scrupolosamente rispettate, e poi sappiate che il piercing ombelico ha bisogno sia di cure nella fase iniziale che di attenzioni particolari in quelle successive.

Piercing ombelico: tipologie

Esistono molti tipi di piercing all’ombelico:

  • il navel piercing, piercing ombelico classico, è quello che siamo abituati a vedere di più: viene forata la parte superiore dell’ombelico, in senso verticale. Se la piega superiore è poco accentuata, questo tipo di piercing non è consigliato perché rischia di non aver presa sufficiente e di venire infine rigettato;
  • l’anti-navel piercing è, come dice la parola, il piercing contrario, quello che viene fatto forando la parte inferiore dell’ombelico, sempre in senso verticale. Anche qui, la sua fattibilità dipende dalla quantità di pelle forabile al di sotto dell’ombelico;
  • il double-navel, come suggerisce di nuovo il termine, è quello che fora sia la parte superiore che quella inferiore dell’ombelico;
  • l’horizontal-navel è un surface piercing, di quelli sottopelle che sporgono soltanto ai lati; viene eseguito come dice la parola in senso orizzontale rispetto all’ombelico, sotto oppure sopra. Per realizzarlo bene il piercer deve avere molta esperienza e chi se lo fa fare deve prestare ancora più attenzione alle cure successive;
  • il navel laterale buca l’ombelico lateralmente;
  • il multi-navel combina più tipologie, come il laterale, il navel classico e l’antinavel, fino a formare una sorta di croce sull’ombelico.

Esistono poi diverse tipologie di gioielli da inserire nel foro dell’ombelico: la sfera di titanio, l’anello e la classica banana, che può assumere davvero tantissime forme ed essere arricchita di brillantini anche colorati e luccicanti.

Come si esegue il piercing all’ombelico

Innanzitutto assicuratevi che lo studio che sceglierete per il vostro piercing all’ombelico sia in possesso dell’apposita certificazione ASL, che il professionista sia qualificato e non un amico che si cimenti per diletto, e che gli strumenti utilizzati siano perfettamente disinfettati e utilizzati rigorosamente con i guanti.

Il piercer dovrà poi procedere sterilizzando la zona dove effettuerà il piercing, marcherà il punto dove effettuerà il foro con un pennarello, con una pinza bloccherà la parte di pelle che dovrà forare e infine con un ago cavo da 14 mm praticherà il foro; dopo aver sfilato l’ago, avviterà il piercing con la sfera di titanio. Assicuratevi che il piercing utilizzato sia in materiale ipoallergenico.

Piercing ombelico: quanto costa

Il piercing all’ombelico non si effettua con la pistola e soprattutto non si deve tentare a casa da sole! Non cercate di risparmiare: 70-100 euro si possono spendere, considerando che il risultato è la vostra salute, oltre che un piercing di forte impatto estetico ben fatto. Tale è infatti il costo medio di un piercing all’ombelico in studio.

Il piercing all’ombelico fa male?

Il dolore che si può provare durante la foratura della pelle sopra l’ombelico (attraverso un ago, mai una pistola, che esegue il “buco” dopo l’applicazione di una speciale pinza che “tira” la cute facendo in modo che la puntura si senta di meno) è molto soggettivo perché dipende dalla propria soglia del dolore. In genere l’intensità è media, ma il bello è che non appena il gioiello ipoallergenico viene inserito, il dolore scompare velocemente. Tuttavia, come tutte le piccole ferite aperte, per i primi giorni la parte potrà risentire del trauma, e così l’ombelico sarà dolente e farà anche un po’ male disinfettarlo.

Meglio, durante questa fase, non dormire a pancia sotto, per evitare sfregamenti. Meglio anche evitare di esporsi al sole, fare bagni al mare e sporcarsi con la sabbia. Naturalmente dopo la prima fase, ovvero le prime settimane, se l’area intorno al piercing all’ombelico si gonfia, appare arrossata e non la si può toccare per il dolore, molto probabilmente siete davanti ad un’infezione, perciò, la cosa migliore da fare è quella di recarvi dal medico per far vedere il vostro piercing.

Piercing ombelico: rischi e possibili infezioni

Tecnicamente il piercing all’ombelico è costituito da un piccolo foro che il piercer (ovvero il professionista che lo esegue) effettuerà sul lembo di pelle che sporge sopra, sotto o di lato all’ombelico con l’ausilio di un ago. L’operazione in sé è immediata, non molto diversa dal classico “buco” al lobo delle orecchie. I problemi, e quindi i rischi, possono nascere quando si verifichino queste condizioni:

  • Che il piercer non sia un vero professionista e utilizzi strumenti non igienizzati (in tal caso i rischi sono serissimi, inclusa la possibile trasmissione di malattie come l’epatite B e C e l’Hiv)
  • Che la persona che lo subisce non curi in modo adeguato la lunga fase della cicatrizzazione (che dura dai 3 agli 8 mesi), disinfettando la parte almeno due volte al giorno con sapone antibatterico e acqua e sale (o bicarbonato) per la prima settimana (anche oltre, se la zona appare ancora infiammata), sempre con le mani perfettamente pulite. Finché, poi, il foro non sia completamente cicatrizzato non bisogna cambiare il gioiello, né toglierlo

L’igiene è essenziale perché il nostro ombelico è un vero e proprio ricettacolo di germi di tutti i tipi, e una ferita in quella zona può davvero infettarsi in modo anche serio. Quindi, occhio alle cure!

Sono essenzialmente quattro le possibili reazioni avverse al piercing all’ombelico, ma più in generale a tutti i piercing:

  • Il granuloma, un’escrescenza carnosa che si sviluppa intorno alla ferita
  • Il rigetto
  • Il fibroma, tumore benigno che cresce sotto il piercing
  • Le infiammazioni e le irritazioni cutanee che danno prurito.

Inoltre, se dopo la cicatrizzazione si sostituisce il gioiello ipoallergenico con un altro con del nichel (mai prima della fine della cicatrizzazione, che può durare anche un anno), si potrebbe sviluppare una forma allergica a questo metallo. Se si verifica ciascuna di queste infezioni, il piercing va rimosso, sempre e comunque, senza contare che, in caso di tumore o granuloma, si dovrà anche effettuare un piccolo intervento per asportarli, cosa che lascerà una cicatrice. Valutate bene anche queste, magari remote, possibilità prima di sottoporvi ad un piercing all’ombelico.

Piercing all’ombelico: cura e guarigione

Il piercing all’ombelico va curato con particolare attenzione e senza mai prenderlo sottogamba. Innanzitutto occorre sapere che i tempi di cicatrizzazione vanno dai 4 ai 12 mesi, quindi possono essere anche molto lunghi.

Per cui mettetevi l’anima in pace ed effettuate queste operazioni quotidianamente:

  • lavatevi bene le mani;
  • asciugatevi con la carta, perché gli asciugamani di spugna possono essere ricettacolo di batteri;
  • pulite la zona con soluzione salina, o detergente antibatterico, o acqua e bicarbonato, aiutandovi con un cotton fioc, per almeno due volte al giorno (evitate acqua ossigenata o farmaci a base di iodopovidone: troppo aggressivi, rischierebbero di interferire con la corretta cicatrizzazione del foro del piercing);
  • ruotate il piercing su sè stesso delicatamente mentre lo pulite, così eviterete che si attacchi alla pelle mentre questa sta cicatrizzando.

Piercing ombelico: consigli utili

Durante la guarigione sarebbe meglio evitare il contatto con la sabbia; nei primi giorni evitate anche il bagno in mare e in piscina e anche la troppa esposizione ai raggi solari; non cambiate il gioiello prima della cicatrizzazione completa ed evitate di allenarvi nelle attività sportive almeno per le prime due settimane dopo aver effettuato il piercing all’ombelico, in quanto tocca anche fare attenzione alle lesioni da strappo, nel caso in cui il piercing si impigli nei vestiti a causa dei movimenti dell’attività fisica (ma anche in qualsiasi altro caso, quindi state attente!).

Quando cambiate gioiello, assicuratevi di utilizzare piercing in materiali ipoallergenici, altrimenti la zona potrebbe fare infezione anche successivamente alla completa guarigione.

Parole di Olivia Calò