Raffaella Carrà, "un'icona culturale" sulle pagine del Guardian

Il Guardian, in occasione dell'uscita del musical "Explota Explota", ha celebrato Raffaela Carrà , artista iconica non solo per la musica, ma anche per il mondo della moda e della cultura

raffaella carrà

Getty Images | Stefania D'Alessandro

Raffaella Carrà non è un’icona solo nostrana, ma mondiale. Proprio per questo il Guardian, uno dei più importanti media britannici, le ha dedicato ieri, lunedì 16 novembre, un articolo dal titolo: “Raffaella Carrà, la pop star italiana che ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”.

Dove in Svezia c’erano gli Abba, in Italia c’era la Carrà, che ha venduto milioni di dischi in tutta Europa” si legge nell’articolo del Guardian.

Il “pretesto” per omaggiare la nostra Raffaella nazionale arriva con Explota Explota, nuova commedia musicale spagnola e italiana ambientata in Spagna alla fine della dittatura franchista degli anni ’70. Qui Maria, impiegata aeroportuale, per puro cosa incontro Chimo, regista di uno spettacolo di varietà, che le fa ascoltare Bailo, Bailo, la versione spagnola del grande successo Ballo, ballo di Raffaella Carrà.

Nel musical le canzoni di Raffaella Carrà sono le vere protagoniste

Il musical, diretto da Nacho Alvarez, rende omaggio alla cantante, ma non è un biopic. Protagoniste del musical sono le canzoni della Carrà, che vengono eseguite durante il varietà fittizio Las Noches de Rosa, e utilizzate durante diversi momenti della narrazione del musical.

I temi principali del musical sono molto cari all’artista italiana. Infatti, si parla delle mutevoli visioni sulle relazioni, la sessualità e il divertimento in un paese cattolico che, come scrive la giornalista del Guardian Angelica Frey, “sono campi di battaglia della showgirl”.

Raffaella Carrà è una vera e propria icona della cultura pop

Raffaella Carrà, che il 18 giugno scorso ha compiuto 77 anni, dagli anni ’50 in poi è diventata una vera e propria icona, non solo della musica. Raffaella, infatti, ha deliziato il pubblico italiano e mondiale cantando, ballando e recitando. Inoltre, è innegabile che abbia avuto un’influenza fortissima nella cultura e nella musica pop italiana.

Tecnicamente parlando, l’Italia aveva cantanti di gran lunga più esperte, che combinavano estensione vocale con estro drammatico: Mina, un mezzosoprano virtuoso¸Milva, conosciuta come Milva “la Rossa” per la sua inclinazione politica e la sua criniera focosa, celebrata per le interpretazioni di Brecht e Weill; Patty Pravo, un contralto androgino; e Giuni Russo, che sublimava tecnica operistica nel pop e aveva un’estensione di cinque ottave. Raffaella Carrà le ha superate tutte” si legge nell’articolo del Guardian.

La giornalista del giornale britannico ha così tracciato un profilo molto dettagliato della show girl, spiegando che tutto è iniziato nel 1968, con l’avvento delle proteste giovanili. “Carrà si recò in America e vide il musical Hair ogni sera per un mese. Tornò a casa con la convinzione che l’intrattenimento italiano avesse bisogno di una scossa di energia”.

Un vero e proprio sex symbol, capace di rivoluzionare il mondo della televisione

Così, Raffaella è entrata nelle case degli italiani, parlando a tutti, dai bambini agli anziani. Anche se, prima di trasformarsi nell’”amica degli italiani”, è stata un vero e proprio sex symbol capace di scandalizzare con il suo ombelico in mostra in trasmissioni come Canzonissima. Senza contare poi che alcune tra le canzoni che l’hanno resa più celebre sono a sfondo sessuale, da Come bello far l’amore a Tuca Tuca.

Raffaella, come spiega Angelica Frey, ha lasciato un’impronta importante anche nel mondo della moda e nel costume. Il suo infatti è stato il primo ombelico mandato in onda dalla Rai e i suoi costumi iper colorati, ricchi di paillettes e ornamenti vari sono davvero indimenticabili.

Sulle pagine del Guardian Raffaella Carrà viene definita come “un’icona culturale che ha rivoluzionato l’intrattenimento italiano” e noi non possiamo che essere assolutamente d’accordo.

Parole di Alanews