Genzano, bimba di 2 anni picchiata dal patrigno: botte e morsi, è gravissima

La minore ha riportato un gravissimo ematoma cerebrale e ha lividi e morsi su tutto il corpo. Si trova in Rianimazione al Bambino Gesù e le sue condizioni destano preoccupazione.

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 15 febbraio 2019

Genzano, bimba di 2 anni picchiata dal patrigno: botte e morsi, è gravissima
Foto: Pixabay

È gravissima la bambina di 2 anni massacrata di botte dal compagno della madre a Genzano di Roma. La donna, 23 anni, è tornata a casa e ha trovato la figlia ricoperta di sangue. La brutale aggressione con botte e morsi l’ha ridotta in fin di vita.

Massacrata dal compagno della madre

Poche settimane dopo la morte del piccolo Giuseppe, ucciso dal patrigno a Cardito (Napoli), un altro orrore scuote le cronache.

La piccola Alice, 2 anni, è in fin di vita dopo il brutale pestaggio subito dal compagno della madre, Federico Zeoli. Ha riportato un gravissimo ematoma cerebrale, dopo le botte e i morsi che le hanno lasciato segni su tutto il corpo.

La minore è ricoverata in Rianimazione, e c’è cautela sulla prognosi, ancora riservata. Versa in pericolo di vita ed è in coma farmacologico.

Queste ore si stanno rivelando utili agli inquirenti per ricostruire la dinamica dei fatti. Stando al racconto della mamma, al momento del massacro non era in casa e aveva lasciato le tre figlie con l’uomo. Alice e la sua gemellina, 22 mesi, e la sorella maggiore che ha 5 anni.

Zeoli ha provato a giustificarsi nel corso di un lungo interrogatorio, in cui ha detto di aver agito “perché la bambina piangeva troppo“. Colpi spietati alla cieca, sul viso, sulla testa, e morsi ovunque (uno di questi, tra i più profondi, all’altezza dell’ombelico della bimba). Alice ha perso i sensi, e in quel frangente lui avrebbe telefonato alla compagna: “Vieni, la bambina è svenuta“.

La madre, raggiunta l’abitazione, avrebbe intuito il tenore dell’accaduto scoprendo la figlia ricoperta di sangue e lividi. L’ha presa in braccio ed è iniziata la sua corsa verso il vecchio ospedale di Genzano, dismesso da mesi.

Dopo la chiamata al 118, una volante della polizia l’ha intercettata e scortata sino al Nuovo Ospedale dei Castelli Romani. Poi il trasferimento in codice rosso al Bambino Gesù di Roma.

Chi è l’aggressore

Federico Zeoli ha 24 anni, disoccupato originario di Campobasso, ed è finito in manette con l’accusa di tentato omicidio.

Conviveva con la compagna da circa due mesi, e la loro relazione sarebbe iniziata un anno fa. Non è ancora chiaro se, in passato, ci siano stati altri atti violenti ai danni delle bambine, ma l’uomo sarebbe già noto alle forze dell’ordine per precedenti di stalking e lesioni.

A coprirlo poco dopo la bestiale aggressione alla piccola Alice è stata lei, la compagna, che in commissariato avrebbe reso una versione iniziale che non ha convinto: “È stato un incidente“.

Un resoconto che si è scontrato dopo alcune ore con la confessione del 24enne: “L’ho picchiata io, l’ho morsa“.

La dichiarazione shock della mamma

Sua madre mi ha spiegato che è malato, ha una specie di schizofrenia. Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. E’ giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono“.

Sono queste le parole sconvolgenti della madre di Alice che, intervistata dal Messaggero, ha detto anche che dovevano sposarsi ad aprile: “Si arrabbia spesso, sbotta, poi si pente ma io non mi arrabbio, lo lascio sfogare. Non ha mai alzato le mani su di noi, a parte qualche sculacciata o rimprovero“.

Noi ci amiamo e con le bambine siamo felici, dormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone“. Difficile credere a questo ritratto dopo l’agghiacciante epilogo.