Desirée: dieci persone l’hanno vista agonizzante, nessuno ha chiamato il 118

Per questi soggetti, entrati gradualmente nel fuoco dell'inchiesta sulla morte della 16enne, potrebbero profilarsi le accuse di concorso in omicidio e omissione di soccorso.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 29 ottobre 2018

Desirée: dieci persone l’hanno vista agonizzante, nessuno ha chiamato il 118
Foto: Yusif Salia, il 32enne ghambiano quarto arrestato in merito al delitto Mariottini/Ansa

I contorni dell’inchiesta per la morte di Desirée Mariottini si allargano e iniziano a lambire in modo incisivo la posizione di almeno dieci persone gravitanti intorno alla scena del crimine. Si tratterebbe di soggetti (tra cui quattro donne) che avrebbero visto la 16enne agonizzante senza chiamare i soccorsi.

Dieci avrebbero visto senza far nulla

Questa la convinzione della Procura che indaga sulla morte della 16enne Desirée Mariottini, stuprata e uccisa in un edificio abbandonato in via dei Lucani a San Lorenzo, quartiere nevralgico di Roma. Con l’accusa di omicidio volontario e stupro di gruppo sono finiti in carcere 4 immigrati irregolari, l’ultimo un ghambiano 32enne di nome Yusif Salia.

Dieci le persone che avrebbero assistito all’agonia della minorenne, senza allertare polizia e soccorsi. A loro carico potrebbe configurarsi l’ipotesi del concorso in omicidio o della omissione di soccorso.

Accuse pesantissime, che si innestano nel ventaglio di inquietanti ipotesi intorno al caso della 16enne morta dopo almeno 12 ore di abusi sessuali, stordita con un mix letale di droghe e psicofarmaci.

Quattro di loro sarebbero donne, due di nazionalità italiana, e sarebbero entrate in contatto con la ragazza in quel vortice di illegalità e orrore.

C’è chi l’avrebbe vista priva di sensi su quel materasso sudicio, al culmine di una inimmaginabile sessione di stupri di gruppo, chi invece avrebbe provato a sentire il battito “ma ormai era troppo tardi“.

Tra le testimonianze depositate in questura, messe nero su bianco in altrettanti verbali, spiccano quelle di chi era solito frequentare quella sorta di limbo, di ‘terra di nessuno’, e che hanno incrociato Desirée Mariottini in quelle ore di devastazione e morte.

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