Come disinfettare la mascherina: consigli utili

La mascherina è diventata un accessorio per la vita di tutti i giorni. In commercio, ne esistono vari tipi, ma si possono utilizzare più di una volta? È possibile disinfettarle. Ecco come.

Ragazza con una mascherina blu

Foto Shutterstock | Victoria Chudinova

La mascherina fa ormai parte del nostro outfit quotidiano. A causa della pandemia da Coronavirus (SARS-CoV2), siamo costretti a utilizzarla per proteggere noi e gli altri, almeno finché l’emergenza da COVID-19 non rientrerà e si potrà tornare alla normalità. Il che avverrà quando? Nessuno può dirlo, anzi, più facile sentir parlare di una nuova ondata, attesa con l’autunno. Proprio per questo motivo, per venire incontro alle esigenze di tutti, tantasalute.it inaugura il suo shop con le mascherine FFP2 DPI certificate UE. Tra l’altro, utilizzare la mascherina è fondamentale per la nostra salute, ma anche per evitare le multe salate che stanno dando a chi trasgredisce. Non pensateci neppure un momento: approfittate delle offerte dello Shop cliccando il bottone qui sotto!

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Si tratta di un accessorio obbligatorio da indossare ogni giorno, come norma anti-contagio. Quando indossare la mascherina? In generale, l’uso della mascherina è obbligatorio sui mezzi pubblici, negli uffici pubblici, nei negozi e, in generale, in quei luoghi in cui non è possibile garantire il distanziamento sociale. Insomma, al momento, la mascherina è indispensabile per cercare di proteggere noi stessi e, soprattutto, come forma di rispetto nei confronti di chi ci sta accanto. Una domanda che ci poniamo spesso, negli ultimi tempi, è questa: come disinfettare la mascherina? Scopriamo di più in merito.

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Tipi di mascherine

Prima di tutto, è bene precisare che, in commercio, esistono diversi tipi di mascherine. Vediamoli uno ad uno:

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  • Mascherina chirurgica: questa serve a proteggere gli altri dal contagio, perché impedisce alle goccioline di secrezioni respiratorie emesse di raggiungere persone e superfici, avendo una capacità filtrante del 95%, ma protegge molto poco dai medesimi fluidi biologici chi la indossa (si parla del 25%);
  • Mascherina di comunità, cioè mascherina in stoffa o TNT: non sono considerate dispositivi medici o dispositivi di protezione individuale, ma una misura igienica che può aiutare a fermare la diffusione del virus, ma devono essere realizzate in materiali multistrato che possano fornire una corretta barriera, coprendo dal mento al naso;
  • Mascherina FFP1, FFP2 e FFP3 con valvola: queste riducono al minimo il rischio di essere contagiati, ma non proteggono gli altri;
  • Mascherina FFP1, FFP2 e FFP3 senza valvola: queste sono quelle più indicate, senza alcun dubbio, in quanto riducono al minimo il rischio di essere contagiati e anche di contagiare gli altri, proteggendo al meglio entrambe le parti.

Tutte le tipologie di mascherine sono monouso – come specificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Ministero della Salute – ma è possibile disinfettarle e riutilizzarle, se non si ha la possibilità di cambiarle. È importante, inoltre, terminato il loro ciclo di utilizzo, ricordare di smaltirle nei rifiuti indifferenziati.

Come disinfettare la mascherina chirurgica

È necessario pensare alla sanificazione delle mascherine usate, se non è possibile cambiarle. Particolarmente utile è il PDF rilasciato dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (S.C.F.M.) di Firenze, messo a punto per capire come disinfettare correttamente le mascherine usate. Per quanto riguarda la mascherina chirurgica, ecco come procedere:

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  • lavate bene le mani con il sapone, per almeno 40-60 secondi;
  • togliete la mascherina utilizzando gli elastici, senza toccare la sua parte esterna;
  • lavatevi di nuovo le mani, indossando un paio di guanti monouso o igienizzando le mani con una soluzione idroalcolica al 75-85%  o un altro disinfettante;
  • riponete la mascherina su una superficie disinfettata con soluzione idroalcolica al 75-85% o lavata con acqua e sapone;
  • spruzzate alcool al 70% su tutta la superficie della mascherina, su entrambi i lati e sugli elastici;
  • fatela asciugare per 30 minuti circa, facendo attenzione che sia ben asciutta prima di conservarla;
  • conservatela in una busta di plastica.


Naturalmente, prestate particolare attenzione anche all’igiene delle mani, quando siete fuori e ricordatevi di non toccare viso, occhi, naso e bocca.

Disinfettare mascherine FFP1, FFP2, FFP3

Come disinfettare le mascherine FFP1, FFP2 ed FFP3 per riutilizzarle? Per queste tipologie di mascherine, è necessario seguire gli stessi passaggi di sanificazione di quelle chirurgiche, ma è anche possibile esporle a una temperatura superiore ai 60 gradi: basti pensare al phon o al vapore di un ferro da stiro, ma senza avvicinarvi eccessivamente le mascherine.
La soluzione più sicura resta, comunque, quella della soluzione idroalcolica al 70%, in erogatore spray.

Come igienizzare la mascherina in stoffa o TNT

Le cosiddette mascherine di comunità, cioè in stoffa o TNT, possono essere considerate lavabili con detersivo, se realizzate con materiali resistenti al lavaggio a 60 gradi. Alcune mascherine in tessuto non tessuto possono essere lavate in lavatrice, seguendo le istruzioni del produttore anche sul numero massimo di lavaggi. Le mascherine in cotone possono essere anche stirate.

Anche in questo caso, valgono le indicazioni di igiene delle mani spiegate precedentemente.

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Consigli sull’utilizzo delle mascherine

La mascherina sanificata non va riposta su superfici non igienizzate, senza la protezione della busta di plastica. La parte interna della mascherina non deve essere toccata per nessun motivo, così da evitare il rischio di contaminazione e contagio.

Le mascherine “ricondizionate” non vanno riutilizzate in caso di alterazioni, ma devono essere in buono stato. In generale, bisognerebbe non riutilizzarle per più di tre volte. Il riutilizzo delle mascherine può essere effettuato in caso di attività quotidiane comuni e non in ambito professionale o a contatto con malati.

Infine, per ulteriori consigli e chiarimenti, è consigliabile chiedere il parere al proprio medico.

Parole di Elena Arrisico

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