Allattamento Inps: permessi allattamento e come fare domanda

Le donne che hanno appena partorito o che hanno adottato o accolto un bambino hanno diritto a delle ore di riposo da dedicare all'allattamento. In alcuni casi i permessi retribuiti spettano anche al papà per accudire il figlio nel caso in cui la mamma sia impossibilitata ad allattare il nuovo nato.

Donna che allatta il figlio

Foto Shutterstock | FamVeld

Le famiglie che hanno appena accolto un bambino, sia naturale che adottivo, durante il suo primo anno di età hanno diritto a permessi speciali per accudire il neonato chiamati “ore di allattamento“. I riposi per allattamento inps sono concessi per la salvaguardia della salute del bambino ma per poterne usufruire bisogna avere determinati requisiti. Scopriamo quali sono e cosa bisogna fare per richiederli.

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Permessi allattamento

Alle donne che hanno partorito, e anche ai papà, è riconosciuta la possibilità di richiedere dei permessi speciali per l’allattamento da utilizzare entro il primo anno di vita del nuovo nato anche in caso di adozione o affidamento.

Le ore di assenza dal lavoro utilizzate per allattare il bambino godono quindi di un’indennità economica pagata dall’Inps.

Questi permessi non sono però cumulabili con il congedo parentale, vale a dire con i 6 mesi di permesso indennizzati al 30%. Questo significa che la lavoratrice e il lavoratore non possono fruire del congedo parentale ad ore in contemporanea con il permesso per allattamento.

Ore allattamento

L’indennità per riposi per allattamento inps sono permessi giornalieri così distribuiti:

  • 2 ore di permesso per allattamento al giorno se la madre o il padre lavorano 6 o più ore al giorno
  • 1 ora di permesso se lavorano meno di 6 ore al giorno

Nel caso di parto gemellare o plurimo, e nei casi di adozione o affidamento di più bambini, le ore di permesso raddoppiano. Quindi se si hanno 3 o più gemelli anziché 2, le ore di permesso sono sempre doppie e non triple.

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Il lavoratore può usufruire delle 2 ore di permesso sia consecutivamente o spezzandole nell’arco della giornata.

Inoltre durante l’allattamento la lavoratrice non può fare turni di lavoro dalle 24 alle 6 del mattino.

Le donne lavoratrici possono quindi allontanarsi dal luogo di lavoro e le ore di permesso sono considerate come ore di lavoro retribuito, con diritto all’indennità da parte dell’INPS.

Segnaliamo che i permessi speciali per l’allattamento sono calcolati ai fini dell’anzianità ma sono esclusi dalla tredicesima.

Permessi per allattamento

I permessi per l’allattamento possono essere richiesti sia dalla madre che dal padre purché abbiano un rapporto di lavoro in corso.

Il padre lavoratore, come specifica l’Inps, può richiedere il riposo giornaliero in alternativa alla madre dipendente che non se ne avvalga. Ma non può richiederlo se la madre è in astensione obbligatoria o facoltativa, o nel periodo di trattamento economico spettante alla madre dopo il parto.

Allattamento inps fino a quando

Come premesso, l’allattamento inps rimane valido fino al primo anno di vita del bambino ed entro un anno dall’entrata in famiglia qualora si tratti di un minore adottato o in affidamento.

Allattamento Inps: permessi e come fare domanda

La domanda va presentata prima dell’inizio dell’allattamento al datore di lavoro, eccetto nel caso in cui la lavoratrice non appartenga a categorie che hanno diritto al pagamento diretto da parte dell’Inps, per esempio le lavoratrici agricole e dello spettacolo. D’altro canto i padri lavoratori devono presentare la domanda sia alla sede Inps che al datore di lavoro.

Le domande di allattamento inps vanno presentate in via telematica tramite il servizio online apposito, il contact center o i patronati.

Per presentare la domanda si devono allegare i seguenti documenti:

Richiesta per il figlio biologico:

  • Certificato di nascita del bambino o autocertificazione

Richiesta per il figlio adottato o in affido preadottivo nazionale:

  • Provvedimento di adozione o di affidamento preadottivo
  • Documento dell’autorità competente con la data dell’ingresso del minore nella famiglia

Richiesta per il figlio adottato o in affido preadottivo internazionale:

  • Autorizzazione all’ingresso in Italia del minore rilasciata dal CAI
  • Decreto di trascrizione nel registro di stato civile emesso dal tribunale dei minori o autocertificazione

Richiesta per il figlio in affido non preadottivo:

  • Documento dell’autorità competente con la data dell’ingresso del minore nella famiglia

Richiesta da parte del padre quando la madre è defunta:

  • Certificato di morte della madre o autocertificazione

Richiesta da parte del padre quando la madre è gravemente inferma:

  • Certificazione medica rilasciata dal medico dell’ASL

Richiesta da parte del padre quando ha l’affidamento esclusivo del bambino:

  • Provvedimento del giudice da cui risulta l’affidamento esclusivo

Richiesta da parte del padre quando la madre lavoratrice dipendente rinuncia ai permessi:

  • Autocertificazione del padre che attesta la rinuncia da parte della madre

Richiesta da parte del padre quando quando la madre è una lavoratrice autonoma:

  • Autocertificazione del padre che attesta la qualità di lavoratrice autonoma della madre

Per maggiori informazioni su come fare domanda per l’allattamento all’Inps vi consigliamo di collegarvi alla pagina del portale Inps relativa all’indennità per riposi per allattamento inps.

Parole di Laura De Rosa

Laureata in Scienze dei Beni Culturali (110/110), redattrice web dal 2008, collabora con riviste e numerose testate online spaziando in diversi argomenti. Ama leggere, scrivere, viaggiare e dipingere.