Donne e lavoro: cresce il divario Nord-Sud

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    Secondo un’analisi contenuta nel rapporto sul Mezzogiorno 2010 dell’Ires, il divario Nord-Sud, per quanto l’occupazione femminile, dal 2003 ad oggi è aumentato in misura impressionante. Questi dati sconcertanti sono stati presentati a Caserta nel corso dell’iniziativa nazionale su ‘Donne e Mezzogiorno‘ e da questi emerge che la differenza, se letta per titolo di studio, è particolarmente rilevante nella componente a basso livello di scolarità. A quanto pare neanche metà delle donne italiane lavora, contro il 70% degli uomini. Nel 2008, primo anno di crisi, le lavoratrici erano per la precisione il 47,2% della popolazione di riferimento, una percentuale di gran lunga inferiore alla media dell’Ue dello stesso anno, che si attesta al 57,2%.

    Nel rapporto Ires emerge il forte divario economico e sociale tra Italia settentrionale e meridionale per quanto riguarda l’occupazione femminile. Ma a questo c’è anche una spiegazione di carattere differente, riferita al lavoro nero.

    Infatti c’è da considerare che essendo irregolare quasi un lavoratore su cinque del Sud Italia, sicuramente considerando questo fattore, il divario si appianerebbe, ma si aprirebbe un altro capitolo nero.

    Dall’analisi emerge infine una preoccupante instabilità occupazionale, fatta di contratti a termine, alta mobilità tra impieghi completamente diversi e tra occupazione e disoccupazione, che al Sud, interessa una donna adulta occupata su 4 tra i 35 ed i 54 anni.

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