Tommy's Drop Shop: la micro capsule Tommy Hilfiger questa volta è in collaborazione con l'artista Mysterious Al

Una collezione micro per numero di capi e di pezzi disponibili, molto esclusiva e molto street

Tommy's Drop Shop

Foto | Tommy Hilfiger

Dopo il lancio a dicembre, prosegue il progetto Tommy’s drop shop, il nuovo progetto di Tommy Hilfiger dedicati a micro capsule collection realizzate in collaborazione di artisti e designer, toccando varie aree creative.

Due mesi fa era toccato a Jonny Banger, Mago Dovjenko e Toby Evans, ora per la seconda “edizione”, all’artista Mysterious Al.

Nato a Londra, attualmente vive in Australia ed è attivo da più di 20 anni. Mysterious Al nasce come street artist per poi nel corso degli anni evolvere la propria produzione. Il suo tratto riconoscibile, le maschere tribali stilizzate suo marchio di fabbrica e colori sgargianti caratterizzano la micro collezione di Tommy Hilfiger, realizzata in cotone organico e riciclato, con capi unisex e soprattutto il numero limitato. Nel nome della filosofia “waste nothing, welcome all“.

Tommy’s Drop Shop: un nuovo concetto di moda

Il progetto Tommy’s Drop Shop nasce come punto di fusione tra diverse discipline creative e artistiche traslate nel mondo della moda, proponendo capi particolari e originali.

Tramite poi la community Tommy Jeans, dedicata a street style, musica e cultura, il marchio sta creando sempre più contenuti pensati per un pubblico sempre più attento e giovane, potenziale acquirente delle nuove capsule.

Per sottolineare l’esclusività di queste collaborazioni, i capi disponibili sono relativamente pochi: per la Drop 2 sono solo 500 tra t-shirt, magliette a maniche lunghe e felpe con cappuccio, tutto genderless, disponibili esclusivamente e-commerce di Tommy Hilfiger Europa

Intanto il brand ha già lanciato un’altra capsule collection: si chiama Luv the World. Come ambassador è stato scelto Donté Colley, ballerino e star dei social. Il futuro della moda guarda sempre più a collezioni lampo legate a doppio filo agli influencer?

Parole di Carlotta Tosoni

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