Sushi: è difficile da digerire per gli occidentali

I ricercatori ipotizzano che dei frammenti di dna presenti in alcuni batteri marini che vivono sulle alghe si siano trasferiti nell'intestino dei giapponesi.

Un tagliere con del sushi fresco

Invito sempre al consumo di pesce, più leggero e salutare di tanti altri piatti. Se avete notato però non sponsorizzo mai il consumo di pesce crudo o sushi. Il motivo è semplice: bisogna avere la certezza che sia fresco e un prodotto che arriva sulle nostre tavole con un giorno di vita non può essere mangiato senza essere cotto. È una questione igienica. Oggi ho scoperto un altro motivo. Il sushi si fa fatica a digerirlo. Una ricerca francese ha scoperto che nella pancia dei cittadini del Sol Levante sono presenti batteri in grado di produrre un particolare enzima che serve alla digestione del nori (o porfyria), l’alga rossa spesso arrotolata intorno ai bocconcini di pesce crudo e riso.

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Ma la notizia è che questi batteri intestinali sono assenti nell’apparato digerente degli occidentali. Insomma, gli americani come gli italiani non sono attrezzati a digerire bene il sushi. I ricercatori ipotizzano che dei frammenti di dna presenti in alcuni batteri marini che vivono sulle alghe si siano trasferiti nell’intestino dei giapponesi.
 
Gli studiosi, inoltre, hanno verificato che un batterio del tubo digerente degli orientali, il Bacteroides plebeius, fa altrettanto perché ha acquisito le caratteristiche genetiche dei batteri marini, finiti per millenni con le alghe e il sushi nelle pance dei giapponesi.
 
Foto tratte da
Unige.it
fox40.com
petecarpenter.com
masuya.com

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Parole di Valentina Morosini

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