Reddito di maternità: mamme a tempo pieno, ma con lo stipendio

Questa la proposta di legge del Popolo della Famiglia, partito di Mario Adinolfi, che punta al riconoscimento di una retribuzione per le madri casalinghe a tempo pieno.

Pubblicato da Giovanna Tedde Mercoledì 21 novembre 2018

Reddito di maternità: mamme a tempo pieno, ma con lo stipendio
Foto: Pixabay

Mamme a tempo pieno sì, ma con lo stipendio: questa la proposta di legge del partito di Mario Adinolfi, Popolo della Famiglia, che punta dritto al riconoscimento del cosiddetto ‘reddito di maternità’ per le madri casalinghe. L’ipotesi è dare 1000 euro al mese alle donne che scelgono di occuparsi esclusivamente dei figli.

Il reddito di maternità secondo la proposta

Il Popolo della Famiglia, partito cristiano conservatore guidato da Mario Adinolfi, ha predisposto una proposta di legge per istituire il reddito di maternità.

Si tratta di un contributo da destinare mensilmente alle mamme che hanno scelto di svolgere a tempo pieno il ruolo tra le mura domestiche. 24 ore su 24 al servizio della famiglia e dei figli, nel sempre più centrale ruolo della casalinga e madre che è oggetto di un annoso dibattito politico e sociale.

L’obiettivo è quello di riconoscere alla donna che si occupa dei figli a tempo pieno una retribuzione mensile di 1000 euro, equiparata a quella delle lavoratrici che alternano la carriera alla cura della famiglia.

Perché se è vero che, da un lato, c’è la totale rinuncia a un posto di lavoro, è altrettanto chiaro l’impegno che dedicarsi alle faccende domestiche e alla prole comporta. Un investimento di sforzi e fatiche che certo non si esauriscono nella comune giornata lavorativa delle famose otto ore.

La proposta di legge

Il reddito di maternità, dunque, secondo la proposta di legge del Popolo della Famiglia sarebbe da stanziare al netto di carichi fiscali o previdenziali. Una somma complessiva di 12mila euro all’anno per tutte quelle donne che fanno le mamme h24 e che non è la Bebè Card.

Secondo il prospetto illustrato dal partito, l’istanza potrà essere presentata dalle mamme entro 15 giorni dalla nascita del figlio. E se si adotta un bimbo? Stesso iter, da completare, però, entro i 15 giorni dalla sentenza di adozione.

Quanto dura l’indennità?

A questa domanda la proposta offre una risposta: la mamma a tempo pieno potrà percepire il reddito di maternità per i primi 8 anni di vita del figlio.

Una durata che riparte da zero alla nascita di ogni bimbo, diventando strutturale (quindi esente da scadenze) in presenza di neonati affetti da disabilità. Se la madre decide di svolgere anche un altro lavoro, il reddito viene sospeso.

La proposta di legge ha previsto la necessità di circa 3 miliardi annui, copertura che dovrebbe provenire dal fondo Presidenza del Consiglio per la famiglia e le pari opportunità stabilito per il triennio 2020-2022.

Cosa succede adesso?

Ovviamente, si tratta di una proposta, non di una realtà concreta, ma tanto basta a scaldare i motori di una rinnovata battaglia sul tema.

Presentata in Corte di Cassazione come disegno di legge di iniziativa popolare (secondo quanto previsto dall’articolo 71 della Costituzione), necessita di almeno 50mila firme per arrivare in discussione alla Camera dei deputati.

La raccolta firme, estesa a tutto il territorio italiano, inizia il 28 novembre 2018 e si conclude il 9 aprile 2019.