Il principe gay diseredato apre il suo palazzo alla comunità LGBT

Il principe indiano Manvendra Singh Gohil diseredato nel 2006 ha deciso di aprire il proprio palazzo agli esponenti della comunità LGBT che non hanno un lavoro e un posto dove stare a causa del loro orientamento sessuale

Manvendra Singh Gohil

Foto Getty Images | Pascal Le Segretain

L’India è un paese fortemente tradizionalista e anche la comunità LBGT ne subisce le conseguenze. Il principe Manvendra Singh Gohil ha deciso di aprire il proprio palazzo agli esponenti della comunità LGBT che hanno difficoltà a trovare lavoro e un posto dove stare a causa della loro identità sessuale o del loro orientamento.

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Nato in una famiglia reale in India, è cresciuto all’interno di una dinastia che risale a 600 anni fa. Ma poi ha rilasciato un’intervista nel 2006 che ha spinto sua madre a rinnegarlo e ha provocato proteste nella sua città natale, dove è ne stata bruciata l’effigie.

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Negli Stati Uniti, una recente sentenza tutela dal licenziamento gay e trans.

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Da quando ha fatto coming out, il principe Manvendra Singh Gohil ha affrontato tantissime minacce ed è stato diseredato dalla sua famiglia. Ma tuttavia ha ottenuto riconoscimenti globali per la difesa dei diritti L.G.B.T.Q., diventando uno dei pochi attivisti per i diritti dei gay al mondo con legami reali.

Oggi il principe Manvendra, a 55 anni, ha partecipato per tre volte allo show di Oprah Winfrey e collabora inoltre con diverse agenzie umanitarie per prevenire la diffusione dell’H.I.V. tra uomini gay.

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Principe indiano gay
Foto Getty Images | Henry S. Dziekan III

Sebbene l’India abbia abolito l’ordine principesco nel 1971, i titoli onorari sono ancora comunemente usati per i discendenti reali e le responsabilità tradizionali sono ancora portate avanti.

Quando il principe dichiarò di essere gay in quell’intervista di giornale in prima pagina 14 anni fa, scatenò una tempesta. Fu scioccante per un membro di una famiglia reale indiana, in particolare uno del clan guerriero Rajput rigidamente conservatore, che un tempo governava gran parte dell’India settentrionale e centrale, dichiararsi gay pubblicamente. Essere gay era un reato in India ai sensi della legge arcaica britannica in vigore all’epoca.

Una grande casa aperta alla comunità LGBT

In India, infatti, è solo nel 2018 e dopo una lunga battaglia sociale e politica che la corte suprema di Nuova Delhi ha abolito la norma che puniva l’omosessualità e tutto ciò che vi è connesso. Non per questo l’omofobia è stata cancellata dalle menti della maggior parte della gente, però. Nel 2013 il principe Manvendra si è sposato con un americano, è riuscito a riavvicinarsi alla famiglia e ha adesso deciso di aprire la sua grande casa a chi non ha ancora il privilegio di vivere liberamente il proprio orientamento e la propria identità sessuale.

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Parole di Martina Di Paolantonio

Laureata in Moda e Costume e da sempre appassionata di cinema, arte contemporanea e scrittura. Amo scovare i dettagli particolari delle cose e raccontarli nel modo più glamour possibile.

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