Piemonte: contraccettivi gratis per minorenni, disoccupate e donne non abbienti

Svolta nella regione, che dice 'sì' alla distribuzione di metodi anticoncezionali gratuiti da parte dei consultori. Dura presa di posizione contro la misura da parte della Diocesi di Torino.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 5 luglio 2018

Piemonte: contraccettivi gratis per minorenni, disoccupate e donne non abbienti

Piemonte: sì della Regione ai contraccettivi gratis per minorenni, donne disoccupate e non abbienti tra i 26 e i 45 anni. Una scelta che si innesta nell’ottica della prevenzione e della tutela del diritto in materia di gravidanze e aborto. Preservativi, pillole, spirali saranno alcuni dei metodi distribuiti gratuitamente dai consultori.

Contraccettivi gratis: sì per minorenni, donne disoccupate e non abbienti

Il consiglio regionale del Piemonte ha approvato la distribuzione gratuita di contraccettivi a minorenni, donne disoccupate e non abbienti (di età compresa tra i 26 e i 45 anni).
La misura prevede che i consultori possano fornire preservativi, pillole, spirali, anelli e cerotti a rilascio ormonale gratis queste le suddette categorie di utenti.
La proposta era stata presentata da Marco Grimaldi e Silvana Accossato (Leu), Nadia Conticelli (Pd) e su sollecitazione dell’associazione femminile “Se non ora quando”.

Anticoncezionali gratuiti: un passo avanti nella prevenzione

Sono sempre più frequenti i casi di donne che non riescono ad abortire per via dell’incremento di medici obiettori di coscienza.
L’approvazione dell’intervento punta dritta alla prevenzione di gravidanze indesiderate e, contestualmente, di tutte quelle situazioni in cui non sia possibile procedere con l’interruzione. Nel limbo dei maggiori rischi in tal senso si trovano soprattutto le minorenni e le donne in difficoltà economica.

Le parole dell’assessore regionale alla Sanità

Un commento è arrivato dall’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, che ha precisato come ogni piano politico volto alle attività preventive sia ben accetto e possa soddisfare le crescenti esigenze di un target di cittadini maggiormente vulnerabili. 180 gli sportelli attualmente disponibili per le donne in tutta la regione.
Saitta ha poi precisato come sia opportuno svincolare l’analisi della situazione contingente da ogni elucubrazione di carattere etico, a fine di garantire un approccio che sia laico e scevro di integralismi di sorta.

Dura presa di posizione della Diocesi di Torino

Dura la presa di posizione della Diocesi del capoluogo piemontese, che ha posto l’accento sulla necessità di formare i giovani in modo più attento in materia di sessualità, gravidanze e quanto correlato alla sfera più intima dell’individuo.
Posizione che è arrivata, nero su bianco, tra le colonne del settimanale diocesano La Voce e il Tempo: “I ragazzi hanno bisogno di ben altro per formarsi a gestire la loro sessualità, considerando quanto le scelte che si fanno negli anni giovanili sono decisive per il resto dell’esistenza. Come pensare che la sessualità sia ridotta a un puro esercizio del piacere fisico o a un campo di sperimentazione e di conquista?”.