Le amputano il braccio per un tumore: "Oggi sorrido di nuovo grazie ai bimbi dell'ospedale"

Tutto è iniziato con una piccola protuberanza sul bicipite sinistro apparsa nell'ottobre del 2012. Joy non ci ha fatto molto caso, scambiandola per la puntura di una zanzara

Joy tumore

Il suo braccio era diventato come quello di Popeye, gonfio e sproporzionato in confronto al suo corpo minuto. La giovane Joy Arcilla, 21enne di Batangas nelle Filippine, ha combattuto una battaglia durissima contro quel cancro che le ha deformato l’arto e che alla fine gliel’ha portato via. Una battaglia che l’ha spinta verso periodi di profonda depressione. Ma il sorriso dei altri bambini ricoverati in ospedale per malattie gravi come la sua le ha dato la forza di superare il dramma.

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Tutto è iniziato con una piccola protuberanza sul bicipite sinistro apparsa nell’ottobre del 2012. Joy non ci ha fatto molto caso, scambiandola per la puntura di una zanzara. Ma le settimane passavano e la protuberanza non passava, anzi si ingrandiva. E così a soli 16 anni a Joy si è trovata a dover affrontare una sfida immensamente grande: sarcoma di Ewing, questa la diagnosi. Rassicurata dai medici che si dicevano ottimisti, la ragazza si è sottoposta ad un intervento chirurgico nell’aprile del 2013, ma dopo appena un anno il tumore è tornato più aggressivo che mai e così la giovane ha dovuto affrontare 17 cicli di chemioterapia.

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Le cure erano debilitanti, troppo per l’esile corpo di questa ragazza minuta, per cui Joy ha deciso di sospenderle. La chemio “era fisicamente, emotivamente e mentalmente dolorosa”, ha spiegato la ragazza. Il che ha permesso al tumore di tornare a crescere, devastando e deformando i tessuti del braccio. Joy ha provato ad affrontare la malattia con ogni tipo di cura alternativa, ma inutilmente: tormentata dai dolori e senza più alcuna speranza nel dicembre del 2017 Joy ha scelto l’amputazione.

Oggi Joy ha 21 anni e studia al Bachelor of Science in Business Administration.

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Joy testimonia che la gioia di vivere e l’amore possono essere un enorme sostegno capace di fare la differenza: “In alcuni momenti ho affrontato la depressione. Ma con l’amore e il sostegno della mia famiglia ce l’ho fatta. Vedere gli altri bambini dell’ospedale, capaci di essere ancora felici e pieni di gioia, è stato per me una grande ispirazione”. E con grande forza interiore anche Joy oggi è tornata a sorridere.

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