Cous cous nella mensa a scuola, il no delle mamme al menù multietnico

Le mamme denunciano di pagare il vitto per vedere i loro figli a digiuno. Annunciano di volere organizzare una raccolta firme su Facebook, affinché i piatti vengano cambiati

Pubblicato da Beatrice Elerdini Lunedì 12 novembre 2018

Cous cous nella mensa a scuola, il no delle mamme al menù multietnico
Foto: Pixabay

Da Bari è partita la nuova crociata contro il menù scolastico. La dieta definita ‘multietnica’ da un gruppo di mamme della città pugliese, che comprende non soltanto cous cous, ma soprattutto molte verdure, legumi e carne di manzo al posto del maiale, sembra non piacere proprio ai loro figli. ‘I nostri bambini non gradiscono, paghiamo il pasto per lasciarli a digiuno’, denunciano le donne che hanno anche annunciato di voler organizzare una raccolta firme su Facebook. Obiettivo: tornare ai piatti della tradizione culinaria Mediterranea.

Innanzitutto è doveroso sottolineare che il cous cous (semola di grano) è anche un piatto della tradizione siciliana e calabrese. Una pietanza quindi, che rientra a pieno titolo nella dieta Mediterranea. Inoltre non tutte le mamme si sono opposte al nuovo menù scolastico, anzi hanno apprezzato la scelta di diversificare.

Tuttavia, a una fetta di mamme baresi i nuovi piatti proposti proprio non vanno giù. Abituate a nutrire i loro pargoli con orecchiette alle cime di rapa ma anche cozze e patate, guardano in modo sinistro cous cous di verdure, hamburger e polpette di legumi, fave e bietole e carote col prezzemolo.

Non si tratterebbe quindi di una polemica legata a qualche forma di razzismo, queste mamme sarebbero semplicemente preoccupate per la salute dei loro figli. In una discussione su Facebook hanno chiamato in causa il sindaco, Antonio Decaro, e l’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano. Si sono dette pronte a lanciare una raccolta firme per modificare il menù della mensa scolastica.

La replica dell’assessore

Dal Comune è arrivata tempestiva la risposta dell’assessore: ‘Ascolteremo le esigenze delle mamme senza dimenticare che il nostro compito è quello di insegnare ad apprezzare i prodotti biologici, di stagione, diversificando l’alimentazione con l’obiettivo di combattere l’obesità infantile’. Secondo gli ultimi dati della Childhood Obesity Surveillance Initiative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità , in Italia il 21% dei bambini è obeso o in sovrappeso. Il Bel Paese si colloca al primo posto in Europa per obesità infantile, superando Grecia e Spagna.

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