Nomofobia, FOMO e FOBO: cosa sono e come gestire queste paure

Quando il nostro benessere psicologico è fortemente compromesso da cellulare e social, allora potremmo avere una di queste fobie

Nomofobia FOMO e FOBO

Foto Pexels | RODNAE Productions

Con Nomofobia si intende il terrore di non avere con sé il cellulare o non averlo funzionante. Che si sia dimenticato, scaricato, rotto o sia stato rubato, veniamo sopraffatti da panico e stress.

La “no-mobile fobia” si riscontra quando l’idea di non essere rintracciabili o di non poter rimanere costantemente aggiornati su ciò che accade nel mondo e sui nostri conoscenti ci fa cadere in uno stato d’ansia anche debilitante. Per alcune persone, per esempio, è normale controllare continuamente le news, soprattutto se negative, entrando in un circolo vizioso con effetti negativi sul benessere psicologico, che rende il legame con il telefonino impossibile da rompere.

Quando si ha questa sindrome, lo smartphone è parte integrante della vita in maniera ossessiva: il nostro benessere dipende da esso. Ci si sente persi senza i propri device: è una vera e propria dipendenza che va a anche a intaccare i rapporti con gli altri, ovviamente filtrati da app di messaggistica e social. Si arriva poi al fenomeno del oversharing, ovvero della condivisione eccessiva di messaggi e contenuti, a tutte le ore del giorno della notte e in tutti i luoghi, anche non consoni.

Tutti siamo legati al nostro cellulare e lo usiamo per svolgere tantissime attività, ma si parla di Nomofobia quando la mancanza del cellulare è debilitante a livello psicologico. 

Nomofobia, FOMO e FOBO: quando il cellulare significa stress

Spesso la Nomofobia viene accompagnata dalla FOMO (Fear of missing out) e dalla FOBO (Fear of better option). I termini sono stati coniati dallo scrittore Patrick J. McGinnis, autore del libro FOMO Sapiens – Impara a decidere: la prima è la paura di rimanere tagliati fuori dalla cerchia sociale ovvero di osservare vita degli altri, soddisfacente e interessante, e non potervi partecipare o comunque non avere un livello di soddisfazione pari o maggiore. In particolare, guardando i profili altrui sui social ci si sente frustrati o invidiosi: è molto facile fare un paragone con le nostre vite, magari più tranquille o semplici, e sentirsi sconfitti.

FOBO è invece il terrore di non riuscire a fare la scelta migliore. Questo capita quando si hanno tantissime opzioni a disposizione, cosa che ormai abbiamo in tutti i campi: riuscire a scegliere ciò che più adatto a noi è più complicato del previsto. Si va in ansia perché si teme, a prescindere, di essere inadeguati e quindi di sbagliare. Si tenderà allora a tenere aperte tutte le strade e le opzioni nella speranza di avere sempre una rete di sicurezza nel caso in cui si cambi idea, ma in verità questo è controproducente.

Sia per la FOMO e FOBO, la soluzione migliore è quella di essere decisi e di andare per la propria strada dopo aver capito realmente cosa vogliamo e cosa non vogliamo. Infatti, è importante non farsi troppo influenzare dagli altri ma invece fare chiarezza sui propri desideri, trattando con un certo distacco ciò che vediamo su internet.

Insomma, i social non corrispondono alla realtà come il cellulare non è indispensabile per la sopravvivenza: saper dare il giusto peso a tutto è il segreto per stare bene.

Parole di Carlotta Tosoni