Come approcciare una conversazione su Tinder senza essere noiosi

Approcciare su Tinder non è semplice, ma neanche impossibile. Ecco i nostri consigli per avviare una conversazione senza risultare banali e ripetitivi

Tinder

Foto Pexels | Cottonbro

Nell’era dell’iper connessione, Tinder e le altre applicazioni di dating, sono ormai state sdoganate. Alla fine, probabilmente, se state leggendo quest’articolo ci siete cascati anche voi. Qualcuno vi ha suggerito di iscrivervi, magari diverse volte, o più semplicemente avete visto i vostri amici divertirsi a fissare appuntamenti e andare a bere una birra o un caffè anche se adesso, causa pandemia e restrizioni, potrebbe risultare un po’ complicato. O ancora, più semplicemente, avete deciso di testa vostra che è arrivato il momento di scaricare Tinder e godervi qualche simpatico appuntamento.

Una vota scaricata l’app e aver caricato foto e scritto la bio, assolutamente importantissima, si comincia a fare swipe. A destra mi piaci, a sinistra mm, forse no. E così arriva il primo match. E quando arriva, che fare?

Ecco, molti scelgono la via del “Ciao, come stai?” o del “Hey, che ci fai su Tinder?”. Se la prima domanda è tremendamente noiosa per attaccare bottone, la seconda probabilmente è solo indiscreta. Magari, prima di raccontarti cosa ci faccio su una app di incontri, avrei voglia di scambiare due chiacchiere.

Tinder match: come far scattare la scintilla senza essere prevedibili

Ecco quindi 5 consigli per avviare una conversazione su Tinder, senza risultare noiosi.

Parti dalla bio

La bio sulle app di incontri è sempre sottovalutata, ma è fondamentale. Partendo da questa, infatti, potrete tirare fuori diversi spunti per avviare la conversazione. Su Tinder cita un film o un libro? Ricorrete a quella citazione, o ad un’altra dallo stesso, per attaccare bottone. Ha scritto qualcosa di particolare su di lei/lui? Quale modo migliore per attaccare bottone se non partendo dalla particolarità.

Anche le foto giocano un ruolo chiave su Tinder

Sì, chiaramente tutti vogliono avere sulle app di incontri le loro foto migliori. Non è detto però che essere belli come il sole o con foto fantastiche sia la carta vincete. Spesso, infatti, gli utenti di Tinder si focalizzano sui dettagli nelle immagini, soprattutto se buffe. Da una foto che vi ritrae in una situazione insolita, magari vestiti in modo strano, o con un cartello simpatico o in mano, o anche con un animale, posso aiutare l’altro ad attaccare bottone. Di conseguenza, date sempre bene un’occhiata alle foto del vostro match prima di scrivergli e provate ad avviare la conversazione partendo da lì.

Sii originale, anche se la bio e le foto non vengono in tuo aiuto

Nel momento in cui ti accorgi che il tuo match su Tinder on ha foto particolare e ha una bio piuttosto “semplice”, è arrivato il momento di sfoggiare i propri assi nella manica. Di addio al “Ciao, come stai?” e punta sulla creatività, trasformando un semplice saluto in un vero e proprio messaggio degno di essere raccolto in un libro. Ad esempio: “Aspettavo che mi scrivessi tu, ma ti scrivo io così non rischi di avere rimpianti o rimorsi” può essere un modo carino, e soprattutto ironico, di approcciarvi. Poi, se son rose fioriranno, altrimenti avanti un altro.

Complimenti, su Tinder pochi ma buoni

Uno degli errori più comuni su Tinder è quello di approcciarsi facendo un miliardo di complimenti. “Bella la Sardegna, proprio come te”, “Sei bellissima gioia mia” oppure “Ti sei fatta male quando sei caduta dal cielo? Perché sembri un angelo” li potete pure lasciare a casa. Cercante invece di avviare la conversazione partendo da un complimento che risulti interessante e interessato. No alla frasi fatte, sì alla creatività e alla voglia di mettersi in gioco.

Non avere fretta

È inutile approcciare un match su Tinder chiedendo subito di uscire. Molti e molte, infatti, preferiscono fare prima un minimo di conversazione prima di organizzare un appuntamento. Quindi, siate cauti nell’approccio, non cercate subito l’appuntamento, ma concedetevi due chiacchiere, anche per capire se ne potrebbe davvero valere la pena.

Parole di Benedetta Minoliti