Cei, cambia il Padre Nostro: la preghiera in una nuova versione

I tempi per l'entrata in vigore del nuovo Pater Noster e del Gloria dovrebbero essere piuttosto brevi. Nel frattempo, via libera ai fedeli: possono già recitare i versi modificati.

Pubblicato da Giovanna Tedde Giovedì 15 novembre 2018

Cei, cambia il Padre Nostro: la preghiera in una nuova versione
Foto: Pixabay

Il Padre Nostro cambia ‘veste’ e sta per essere modificato, così come l’incipit del Gloria. Un processo di riforma della preghiera durato diversi anni, ora giunto allo step finale con l’arrivo del testo in Santa Sede. Tra le mura del Vaticano, infatti, sarà vagliato e potrà così entrare in vigore.

Le modifiche al Padre Nostro e al Gloria

Il nuovo testo del Messale Romano arriva al vaglio del Vaticano, dove è atteso l’ultimo step del lungo processo di riforma del Padre Nostro e del Gloria.

Nella prima preghiera, la formula “non ci indurre in tentazione” diventerà “non abbandonarci alla tentazione”. Nella seconda, invece, sarà l’incipit a mutare: addio al “pace in terra agli uomini di buona volontà” per far posto al verso “pace in terra agli uomini amati dal Signore”.

Dopo l’approvazione del testo della terza edizione da parte dell’Assemblea della Cei, i passi verso il cambiamento si riducono notevolmente, e i tempi dell’ufficializzazione dovrebbero essere brevi.

A sollecitare un pronto intervento sulla traduzione del Pater Noster era stato lo stesso Papa Bergoglio, secondo cui il verso risulta ‘scorretto’ in quanto “Dio non induce in tentazione“.

In questa stessa ottica si sono innestate le modifiche già apportate da altre conferenze episcopali in Europa.

Anche in Francia stretta sulla ‘tentazione’

Il pensiero comune alle varie conferenze episcopali è proprio il carattere ‘equivoco’ della formula precedentemente utilizzata nel Padre Nostro, per cui lo stesso Pontefice ha sollecitato la modifica. Come può Dio indurre in tentazione se questa, per definizione, è una pratica del demonio?

L’esempio francese è precursore della rivoluzione che, già dalla prima domenica dopo la conferma ufficializzata dalla Cei, entra a pieno titolo nelle messe di tutta Italia.

Per superare l’impasse, nella nuova versione adottata dalla Francia il passaggio “ne nous soumets pas à la tentation” (“non sottometterci alla tentazione”) è stato sostituito con “ne nous laisse pas entrer en tentation” (“non lasciarci cadere in tentazione”).