Il collettivo MSCHF ha realizzato delle Birkenstock con la pelle delle Birkin di Hermès

Le iconiche borse Birkin di Hermes, o per meglio dire la loro pelle, sono utilizzate dal collettivo per realizzare su ordinazione queste incredibili calzature

birkenstock realizzate con pelle borse birkin hermes

Foto Instagram | Profilo ufficiale MSCHF

Le Birkenstock sono tra le scarpe più rivalutate degli ultimi anni. Pratiche, comode e versatili, sono state tra le calzature a dettare moda nel corso, soprattutto, dell’estate 2020.

Grazie al collettivo di Brooklyn MSCHF, le Birkenstock si sono trasformate in Birkinstock. Il gruppo ha infatti reinterpretato il sandalo più famoso del brand, realizzando un modello con suola in sughero e gomma con tomaia in pelle presa dalle bellissime borse Birkin di Hermès.

Queste scarpe, decisamente extra lusso, sono state lanciate dal collettivo su Instagram. MSCHF, tra l’altro, aveva già creato le “Jesus shoe”, delle scarpe da ginnastica Nike con la suola piena di acqua santa.

La giornalista del New York Times Vanessa Friedam, in un articolo sulle lussuose Birkinstock realizzata dal collettivo americano, si è chiesta se questa sia una “pernacchia al mondo della moda” oppure una trovata “cinicamente calcolata” dal collettivo per creare hype e cavalcare l’onda della cultura hypebeast semplicemente per trarne profitto.

Ecco cosa sappiamo sulle Birkinstock

Quello che sappiamo sulle Birkenstock, secondo quanto riportato dal New York Times, è che sono realizzate da MSCHF è che sono disponibili in rosso, bianco e nero su ordinazione, ma fino a esaurimento scorte. Infatti, il collettivo ha a disposizione solo quattro borse Birkin da utilizzare come materia prima per i sandali.

Inoltre, hanno un prezzo tutt’altro che economico. Infatti, le scarpe costano dai 34mila ai 76mila dollari, a seconda della dimensione del piede del cliente. Al momento, secondo quanto riportato dal New York Times, i modelli venduti sono tre. Ad aggiudicarsi queste costosissime scarpe: il rapper Future, la cantautrice Kehlani e un collezionista d’arte rimasto anonimo.

Le borse Birkin sono come un meme culturale, un simbolo di un certo tipo di ricchezza. Riducendolo in un oggetto veramente accessibile, volevamo costringere le persone a mettere in dubbio quel simbolismo” ha detto al New York Times Lukas Bentel, uno dei direttori creativi di MSCHF.