Assegno unico per i figli 2021: come funziona e novità

Dopo mesi di attesa, l'assegno unico per famiglie con figli è legge: la novità è che sarà destinato anche ai lavoratori autonomi a partita Iva

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Foto Getty Images | Josh Willink

L’assegno unico e universale per i figli introdotto dalla manovra 2021 diventa legge con il via libera definitivo del Senato, con 224 voti a favore e 4 astenuti, in vigore dal 1° luglio 2021: ma come funziona, a chi spetta e chi sono i beneficiari?

Assegno unico familiare: ecco di cosa si tratta

L’assegno unico intende sintetizzare in una sola e unica soluzione i vari aiuti già esistenti per le famiglie, ovvero assegni, bonus e detrazioni. Secondo le simulazioni eseguite lo scorso anno, l’importo degli assegni dovrebbe oscillare tra i 50 euro e i 250 euro circa ed è calcolato in base all’Isee: quindi l’importo dell’assegno diminuisce se si alza il reddito. Ad esempio, per un Isee sopra i 52mila euro, il contributo scende a 67 euro mensili per i figli minori e a 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni.

Novità 2021: si rivolge anche alle partite IVA

Gli obiettivi dell’introduzione dell’assegno unico familiare sono fondamentalmente tre: favorire la natalità, sostenere la genitorialità e promuovere l’occupazione femminile. Viene definito universale, in quanto si fonda sul principio che tutti i nuclei familiari con figli ne hanno diritto. Infatti, tre le novità principali dell’assegno unico 2021, rientrano tra i beneficiari anche i titolari di partita IVA.

A chi si rivolge

L’assegno unico e universale spetta alle famiglie con figli e viene riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni dei figli. Nel caso di figli disabili, l’assegno unico aumenterà per ciascun figlio con disabilità fino a 21 anni di età per un’aliquota compresa tra il 30% e il 50%. L’assegno è riconosciuto anche ai figli disabili con età superiore ai 21 anni senza però alcuna maggiorazione. L’assegno viene riconosciuto a entrambi i genitori, tra i quali viene ripartito nella stessa misura. In presenza di una crisi familiare che porta alla separazione o al divorzio, l’assegno spetta al genitore presso cui sono affidati i figli.

I requisiti di accesso

Per quanto riguarda i requisiti di accesso, l’assegno unico è riconosciuto in favore di:

  • cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • soggetti tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
    residenti e domiciliati in con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • residenti in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Come si calcola l’assegno unico familiare

L’assegno è calcolato in base al reddito del nucleo familiare, individuata attraverso l’indicatore Isee. L’importo dell’assegno unico e universale varia anche in base alla presenza al suo interno di più figli o di figli con disabilità. Ma a quanto ammonta esattamente? Le previsioni parlano di 250 euro mensili a figlio, ma questo dipenderà anche dalle risorse disponibili. Altri fattori di variazione sono:

  • se nascono altri figli dopo il secondo;
  • se le madri hanno un’età inferiore ai 21 anni;
  • se nascono figli con disabilità.

Come viene liquidato

L’assegno unico viene liquidato come credito d’imposta o come erogazione mensile di una somma in denaro. L’assegno è compatibile sia con il reddito di cittadinanza, sia con la pensione di cittadinanza, sia con eventuali misure in denaro a favore dei figli a carico.

Parole di Linda Pedraglio