No ai leggings: la United Airlines vieta volo a due ragazze. “Sono inappropriati”

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    No ai leggings: la United Airlines vieta volo a due ragazze. “Sono inappropriati”

    La United Airlines ha il proprio dress-code sui voli aerei ed è così che vieta il volo a due ragazze che indossano i leggings. Per la compagnia aerea l’abbigliamento delle ragazze è “inappropriato“. I pantaloni sono troppo attillati e non conformi alla policy aziendale. E’ così che due ragazzine sono state bloccate al gate e non sono state fatte salire sul volo in partenza per Minneapolis. L’episodio risale a domenica mattina nell’aeroporto di Denver.

    Erano tre le amiche che si sono così dovute separare e solo una di loro ha potuto imbarcarsi. Era l’unica ad avere nel bagaglio a mano un ricambio “consono”. Anche lei indossava dei pantalacollant grigi, che è stata costretta a sostituire. Alle altre due che non avevano a disposizione abiti alternativi, non è stato permesso di proseguire il viaggio.

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    Bufera sui social contro la United Airlines

    Il popolo del web è insorto contro la compagnia aerea. Si sono scatenati insulti e critiche per il comportamento della United Airlines. Ad infiammare la polemica ci ha pensato l’attivista e fondatrice dell’associazione “Moms Demand Action” Shannon Watts, che si trovava all’aeroporto in attesa di un volo per il Messico. Ha documentato istante per istante tutto quello che stava succedendo via Twitter. E ha condito il reportage di ironia: “Forse l’elastam non è permesso a bordo?” sottintendendo che la fibra sintetica potesse essere bandita. Oppure: “La ragazzina ha messo il pullover attorno alla vita, ma il padre aveva gli shorts e nessuno gli ha chiesto di coprire le ginocchia”.

    I commenti negativi contro la compagnia americana hanno costretto l’azienda a fornire una spiegazione sull’accaduto. Alcuni utenti si sono spinti anche a chiedere di boicottare la compagnia.

    La compagnia aerea: dress-code solo per familiari di dipendenti

    La compagnia, sebbene non si sia scusata con le ragazze, si è vista costretta a dare una spiegazione. L’ha fatto facendo riferimento al regolamento aziendale: chi viaggia con “special pass” non può indossare abiti da cui traspaiano biancheria intima o costumi, minigonne e short che arrivino a meno di 7,5 centimetri dal ginocchio. I viaggiatori in “special pass” sono, come le ragazze in questione, figlie di dipendenti della compagnia.

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    “Per tutti i nostri clienti regolari, i vostri leggings sono i benvenuti” spiegano infatti in un comunicato, mentre per chi in qualche modo rappresenta l’azienda le cose cambiano. “Quando qualcuno utilizza questo benefit, è considerato rappresentante della United. Quando ci si avvale di questo privilegio, ogni impiegato o pass rider rappresentano di fatto la United”. Insomma il punto della questione non sembra tanto essere l’indumento, ma chi l’ha indossato.

    Aver puntualizzato che il provvedimento riguarda solo chi viaggia gratis ed è parente di lavoratori della compagnia non ha tuttavia placato le polemiche. Voi che ne pensate?