Scarpe e borse diventano arte

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    Se nel guardare quest’immagine avete pensato che si tratti di una foto, la risposta è sbagliata: è una delle tante opere della pittrice Cristiana Pacchiarotti, giovane talento che ha scelto come tema centrale delle sue creazioni il feticcio e l’ossessione per eccellenza di noi donne: le scarpe e le borse. Ma perchè ci piacciono tanto?

    Molti spiegano il fanatismo femminile per le scarpe e le borse, ma in generale gli accessori, con una motivazione molto efficace: semplice, non hanno taglie e stanno bene a tutte.

    Ora, a parte il numero di scarpe, un accessorio di questo tipo sta effettivamente bene quasi a tutte le donne, e quindi possiamo sbizzarrirci nella scelta di forme e colori senza badare a quel chilo in più messo su durante le feste.

    Cristiana Pacchiarotti si è fatta portavoce di questa forte propensione femminile all’acquisto di accessori, in totale libertà, deducendo che effettivamente i nostri oggetti ci raccontano molto bene.

    Nel XXI secolo, non serve il ritratto di un volto per farci capire la psiche di un individuo, anche l’immagine di uno dei suoi oggetti preferiti, che ha scelto, ha utilizzato e magari ha poi accantonato in un angolo può raccontare una storia.

    In questo caso le storie parlano di donne, civettuole e vanitose nell’acquisto di bellissime scarpe di lusso colorate, messe bene in ordine e in posizione centrale, donne sexy e maliziose raccontate da sandali dai lacci avvinghiati sensualmente quasi a voler provocare, oppure scarpe consumate e buttate via, di donne che soffrono, violentate e disprezzate.

    Ogni oggetto può parlare di noi e ci rappresenta molto bene. In questo mondo introspettivo fatto di elementi su fondo bianco, decontestualizzati e dotati quasi di vita propria non esistono taglie, non esistono donne belle, brutte, magre, grasse, esiste solo l’interiorità di ognuna di loro.

    Abbiamo conosciuto Cristiana durante l’evento Shopping party Roma Sex and the city e le sue creazioni ci sono sembrate interessanti, ora le proponiamo anche al vostro giudizio.

    Dolcetto o scherzetto?