Zecche in estate, il pericolo è altissimo: ecco cosa succede dopo il morso

Il morso di zecca di per sé non è grave. La grande maggioranza dei morsi non si complica e non trasmette malattie. Il problema principale è che alcuni esemplari possono essere veicolo di infezioni anche serie, come la malattia di Lyme (o borreliosi), la febbre bottonosa, la meningoencefalite da zecca (TBE) e altre.

Il rischio di trasmissione aumenta se la zecca rimane attaccata a lungo – per la malattia di Lyme, per esempio, sono necessarie almeno 36-48 ore. Per questo, la prima cosa da fare è rimuovere la zecca il prima possibile, con una pinzetta a punta fine, afferrandola il più vicino possibile alla pelle e tirandola via con un movimento lento e deciso, senza schiacciare il corpo.

Mai usare alcol, olio o fiamme: non funzionano e possono far rigurgitare la zecca, aumentando il rischio di infezione. La rimozione tempestiva è la prima barriera contro le complicazioni.

I sintomi che non vanno sottovalutati: febbre, malessere e il segnale più tipico (l’eritema migrante)

I sintomi di un’infezione non compaiono subito. Spesso passano giorni o settimane prima che il corpo dia segnali. I campanelli d’allarme più comuni sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e malessere generale – sintomi aspecifici che assomigliano a quelli dell’influenza. Il segnale più caratteristico della malattia di Lyme è l’eritema migrante: un’eruzione cutanea rossa che si espande a partire dal punto del morso, spesso con una zona centrale più chiara che gli dà l’aspetto di un “bersaglio”.

Compare in circa il 70-80% dei casi e può manifestarsi da 3 giorni a 4 settimane dopo il morso. Un’altra spia è la comparsa di una piccola crosta nera (tache noir) nel punto del morso, segno tipico della febbre bottonosa. Se noti uno di questi segni, specialmente nei giorni o nelle settimane successive a un morso, non aspettare. L’eritema migrante è il segnale che non mente, e va preso sul serio.

La regola delle sei settimane: quando preoccuparsi e cosa fare

Dopo aver rimosso la zecca, la maggior parte delle persone non sviluppa alcuna infezione. Ma se nell’arco di 6 settimane compaiono febbre, rash cutaneo, mal di testa persistente, dolori articolari o gonfiore, è il momento di rivolgersi a un medico.

In alcune aree in cui le infezioni trasmesse da zecche sono comuni, il medico può anche consigliare una terapia antibiotica preventiva. La malattia di Lyme si cura con antibiotici, ma va presa in tempo. Se non trattata, può coinvolgere articolazioni, cuore e sistema nervoso.