Sanremo 2026 i segreti dei cantanti: acconciatura a lunga durata, ecco cosa usano

Immaginati la scena: entri nel mood “serata importante”, ti fai i capelli, ti guardi e dici “ok, sono perfetta”. Poi esci, cambi temperatura…

E tu lo sapevi che la differenza tra una piega “da camera” e una piega “da palco” è quasi sempre la preparazione? A Sanremo, tra prove, luci calde, cambi d’abito e mani che sistemano continuamente, i capelli devono reggere come se fossero “un accessorio” al pari del look: non basta spruzzare alla fine. Si lavora per strati, con una logica precisa: prima si dà struttura, poi si definisce, poi si sigilla.

La parte tecnica: cosa usano davvero per una lunga durata

Qui entra la chimica, quella semplice ma decisiva. I prodotti che fanno tenuta vera non “incollano” e basta: creano un film sottilissimo sulla fibra grazie a polimeri filmogeni (pensa a una rete elastica invisibile). Se l’aria è umida, alcuni ingredienti aiutano anche a limitare l’assorbimento di acqua nella fibra, che è ciò che fa comparire crespo e perdita di forma. E poi c’è il punto che molte ignorano: se i capelli sono troppo “puliti e scivolosi”, la piega dura meno. Per questo, prima dell’acconciatura, si cerca grip: quella presa leggera che rende i capelli lavorabili, soprattutto per onde e raccolti.

Nel kit “da Sanremo” (che puoi copiare a casa senza impazzire) di solito ci sono queste cose, in quest’ordine:

  • primer/termoprotettore: prepara la fibra e rende la piega più stabile mousse o
  • spray volumizzante in radice: è la struttura che sostiene tutto
  • texturizzante (spray salino leggero o polvere/ spray dry texture): dà presa e memoria
  • lacca modulabile: non una spruzzata unica, ma strati sottili tra una fase e l’altra
  • finish anti-crespo (siero leggero o spray anti-umidità): il dettaglio che salva contorno viso e lunghezze

Il trucco “da cantante”: 3 mosse che fanno durare ore (anche senza parrucchiere)

La prima mossa è controintuitiva: non lavorare sui capelli troppo bagnati né troppo asciutti. Se fai onde o piega con spazzola/phon, i capelli devono essere asciutti al 90% prima di “costruire” la forma, altrimenti la struttura cede. La seconda mossa è lasciare raffreddare: ogni ciocca che modelli (anche senza ferro, con spazzola o twist) deve raffreddarsi nella forma, perché è lì che la cheratina “memorizza” temporaneamente la piega. La terza mossa è il fissaggio intelligente: non spruzzare solo alla fine, ma dare micro-ancoraggi durante (un velo di lacca prima di modellare una sezione, e un velo dopo). Sembra un dettaglio, ma è il motivo per cui un’acconciatura resiste a palco, backstage, foto, abbracci e cambi d’aria.

Dimmi la verità: tu vuoi una tenuta “educata” e morbida, o sei nel periodo in cui dici “oggi mi deve durare fino a notte fonda, punto”?

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