L'importanza delle lingue straniere: perché è necessario conoscerne almeno due

bambina impara le lingue con una insegnante

Quanto sono importanti le lingue straniere oggi? Come può mio figlio imparare un’altra lingua? Un soggiorno linguistico può aiutarlo?

Queste e molte altre sono le domande più comuni che flotte di madri e padri iniziano a farsi quando i propri pargoli sono in età scolare.

“Domani i nostri figli giocheranno con le lingue straniere e le parleranno fluentemente”. Questo ideale perseguito da tutti i genitori è tuttavia lontano dall’essere il caso in Italia. Tuttavia, oggi sappiamo che le lingue straniere sono molto importanti, per qualunque cosa le usiamo, sia per viaggiare che per lavoro.

Recentemente un giornalista americano del Daily Beast si è persino interrogato sulle ragioni delle nostre difficoltà nell’esprimerci in inglese, indicando ragioni sia culturali che educative. Perché gli italiani hanno così tante difficoltà a imparare e padroneggiare una o più lingue straniere? Come si può rimediare?

Perché è importante imparare una lingua straniera

Oggi è importante imparare una o più lingue straniere, questo è un dato di fatto. Inoltre, l’inglese oggi non permette più da solo di fare la differenza, e sempre più aziende e/o recruiter chiedono ai candidati di conoscere una o più altre lingue.

L’importanza delle lingue straniere è ben consolidata nell’intera sfera lavorativa. Le lingue straniere ti permettono di scoprire nuove culture e aprono le porte a paesi diversi dal nostro. Ci permettono anche di comprendere meglio le ricchezze della nostra identità culturale e di essere consapevoli delle differenze tra ogni nazione. Promuovono gli scambi e la mobilità internazionale. Sono anche dei veri e propri “plus” per un CV, che possono aiutare ad accedere a determinate posizioni o fare la differenza in fase di reclutamento. Infine (e forse soprattutto) imparare una o più lingue straniere è fonte di arricchimento e soddisfazione personale.

Dove, quando, come imparare una lingua straniera

L’apprendimento delle lingue straniere è salito negli ultimi anni in cima alla lunga lista delle priorità dell’Educazione Nazionale, diventando parte integrata delle lezioni a partire dalle scuole primarie. Tuttavia, sarebbe necessario rivedere questi programmi di insegnamento promuovendo la pratica orale, fin dalla tenera età.

Secondo il Ministero della Pubblica Istruzione, ogni studente dovrebbe essere in grado di comunicare in due lingue straniere alla fine della scuola secondaria. Ben lungi dall’essere così, se ci si affida ai più recenti studi in materia, che non esitano a qualificare i giovani italiani molto meno edotti in lingue straniere rispetto ai loro vicini europei.

Per un apprendimento efficace, è fin dalla tenera età (4/5 anni) che un bambino dovrebbe venire a conoscenza delle lingue straniere, nel modo più naturale possibile. Per progredire, il bambino deve essere interessato a ciò che sta imparando. È quindi interessante puntare su giochi, letture, cartoni animati ad esempio all’inizio, o ad esempio iscrivere il proprio bambino in una rete associativa dove la scoperta di una lingua passa attraverso il gioco e l’interazione, integrando la lingua straniera nella propria consuetudine quotidiana. In nessun caso l’apprendimento di una lingua deve essere un vincolo o un dolore per il bambino. Man mano che cresce è importante assicurarsi che continui ad arricchire il suo vocabolario e le sue abilità linguistiche generali.

Una volta in età scolare, è buona norma integrare il canonico studio delle lingue straniere incluso nel programma di studi con un buon corso, anche online, offerto dai migliori tutor del mondo, come quello proposto dalla piattaforma Preply, in cui poter dialogare con i madrelingua ed esercitare la propria capacità di esposizione, oltre che di comprensione.

Un soggiorno linguistico può aiutare mio figlio a progredire?

Sì, un viaggio linguistico può aiutare un bambino a progredire nella lingua straniera. Partendo per un soggiorno linguistico all’estero, i bambini hanno spesso una “scossa elettrica” e tornano più sicuri e a proprio agio. Un soggiorno linguistico di 2 o 3 settimane, ad esempio durante le vacanze scolastiche, può fare la differenza, a patto che tu abbia scelto la formula linguistica più adatta alle tue esigenze.

Il plurilinguismo è oggi una delle sfide che Italia e Unione Europea hanno raccolto. Ma è anche una causa globale per la quale i 146 paesi membri dell’UNESCO sono impegnati attraverso la Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali. E chissà, magari i piccoli europei diventeranno dei veri poliglotti, come il giovane americano che ha fatto scalpore su YouTube esponendo la sua conoscenza di ben 20 lingue!