Conclusa l’evacuazione della nave Hondius a Tenerife, ma il focolaio di Hantavirus continua a far paura in Europa e negli Usa.
La nave da crociera Hondius ha finalmente lasciato il porto di Tenerife, ma l’emergenza sanitaria legata al focolaio di Hantavirus continua a preoccupare le autorità internazionali. Dopo giorni di tensioni, evacuazioni e polemiche, gli ultimi 28 passeggeri sono sbarcati al porto di Granadilla, mettendo fine a una delicata operazione coordinata dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal governo spagnolo.

Dietro la definizione di “missione compiuta”, pronunciata dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, resta però uno scenario ancora aperto: il virus continua infatti a generare nuovi casi tra i passeggeri rimpatriati in diversi Paesi.
Tenerife, evacuazione completata tra polemiche e maltempo
La Hondius, reduce da oltre quaranta giorni di navigazione nell’Atlantico dopo una crociera in Antartide, era rimasta bloccata al largo delle Canarie dalla mattina di domenica. Il peggioramento del meteo ha complicato le operazioni di sbarco, già rese difficili dalle resistenze del governo locale delle Canarie.
Alla fine, però, tutti i passeggeri sono stati evacuati nell’arco di 36 ore grazie a una complessa rete di voli internazionali organizzata con il supporto di Oms, Unione Europea e autorità sanitarie nazionali. La nave è poi ripartita verso Rotterdam con a bordo soltanto 28 membri dell’equipaggio.
Il bilancio, però, resta pesante: tre morti e sette contagi confermati, mentre diversi casi sospetti continuano a essere monitorati in Europa e negli Stati Uniti. Il corpo dell’ultima vittima, una cittadina tedesca, si trova ancora nelle celle frigorifere della nave.
Francia e Stati Uniti in allerta: nuovi casi dopo i rimpatri
La situazione più delicata riguarda una passeggera francese che aveva manifestato sintomi durante il volo di rientro da Tenerife a Parigi. La donna è risultata positiva all’Hantavirus ed è ora ricoverata in terapia intensiva in un ospedale specializzato in malattie infettive. Si tratta del primo caso registrato in Francia collegato direttamente al focolaio della Hondius.
Anche gli Stati Uniti seguono con forte attenzione l’evoluzione della crisi. Tra i 17 cittadini americani evacuati dalla nave, uno è risultato “debolmente positivo” alla variante andina del virus, quella considerata trasmissibile tra esseri umani. Un secondo passeggero presenta sintomi lievi. Entrambi sono stati trasferiti in Nebraska, in un centro specializzato nello studio dei patogeni emergenti.
Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, non si possono escludere ulteriori contagi nelle prossime settimane. Il motivo è il lungo periodo di incubazione dell’Hantavirus, che può arrivare fino a 42 giorni.
Gli italiani sotto osservazione: quarantene e monitoraggi
Anche in Italia sono scattate le misure di sorveglianza sanitaria. Due marittimi italiani, uno di Torre del Greco e uno di Villa San Giovanni, sono stati posti in quarantena obbligatoria dopo essere entrati in contatto, durante un volo KLM, con una donna sudafricana poi deceduta a causa del virus.
Il 24enne campano dovrà osservare 45 giorni di isolamento domiciliare fiduciario. L’Asl Napoli 3 Sud ha precisato che il giovane è al momento completamente asintomatico e monitorato quotidianamente.
Situazione analoga in Calabria, dove il marittimo Federico Amaretti è già in isolamento volontario dal suo rientro. Anche lui non presenta sintomi ed è seguito costantemente dalle autorità sanitarie.
Sotto osservazione pure una donna di Firenze, attualmente asintomatica. Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha spiegato che, in assenza di sintomi nei prossimi giorni, la sorveglianza potrebbe chiudersi positivamente già entro la prossima settimana.
L’Oms rassicura: “Non è il Covid”
Mentre l’emergenza continua a essere monitorata in tutta Europa, i vertici sanitari internazionali cercano di evitare allarmismi. L’Oms ribadisce che “questo non è il Covid”, pur invitando governi e cittadini a non abbassare la guardia.
Anche il presidente americano Donald Trump ha minimizzato i rischi, sostenendo che si tratta di “un virus noto da anni e difficile da trasmettere”.
Più prudente invece il Ministero della Salute italiano, che ha annunciato una circolare alle Regioni e agli uffici di frontiera per rafforzare le procedure di tracciamento, sorveglianza e isolamento preventivo.
Nel frattempo, Bruxelles elogia la gestione multilaterale dell’emergenza. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ringraziato il governo spagnolo per la rapidità delle operazioni, assicurando che “la salute viene prima di tutto”.
Il nodo vaccino: Farmindustria invita alla prudenza
Sul fronte scientifico, Farmindustria ritiene tecnicamente possibile sviluppare un vaccino contro l’Hantavirus, ma al momento non considera necessario avviare una corsa contro il tempo.
Secondo il presidente Marcello Cattani, il focolaio della Hondius resta “circoscritto” e difficilmente evolverà in una pandemia. Tuttavia, l’esperienza del Covid continua a rappresentare un monito: “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”.