Come preparare uno Spritz a regola d'arte e le sue varianti

Il cocktail preferito agli aperitivi è composto da Aperol, Prosecco e soda, ma lo Spritz originale ha moltissime varianti: eccone alcune

Spritz fatto a casa

Foto Shutterstock | Dulin

Negli ultimi anni lo Spritz è stato di certo il drink preferito di molti per l’aperitivo, ogni barman riceve decine di ordini ogni sera al proprio bancone e molti ne preparano anche una propria versione unica. Certo, per preparare uno Spritz a regola d’arte (e con la S maiuscola) bisogna prima di tutto imparare la miscela originale, quindi ecco la ricetta per prepararlo alla perfezione.

La miscela originale dello Spritz

È uno dei cocktail più famosi d’Italia, specie quando si avvicina l’ora dell’aperitivo, ma molti non conoscono le sue origini antiche. Lo Spritz, infatti, risale addirittura ai primi dell’Ottocento, quando le truppe austriache di stanza nel Regno Lombardo-Veneto usavano allungare i vini locali con acqua gassata. Usanza da cui origina anche il nome del cocktail, chiamato dai soldati tedeschi spritzen.

Aperol spritz
Foto Pexels | Kristina Paukshtite

La versione dello Spritz che conosciamo oggi, però, si deve ai fratelli Barbieri, che nel 1919 crearono l’aperitivo italiano alla base del cocktail aranciato, l’Aperol.

La ricetta originale è stata inserita nel 2011 nel registro dell’IBA (International Bartenders Association) e prevede l’uso di 9 cl di prosecco, 6 cl di Aperol e una spruzzata soda o seltz. Se, invece, preferiamo fare riferimento alla ricetta veneziana, le dosi saranno 1/3 di vino bianco frizzante, 1/3 di bitter e 1/3 di acqua frizzante, guarnito con una fetta di arancia.

Due varianti classiche

Prima di addentrarci nelle varianti più stravaganti, sarà bene conoscere anche la “tradizione” della variante: quella che prevede l’uso di Campari al posto dell’Aperol (e una fetta di limone al posto dell’arancia) e quella bianca, dove viene meno il bitter e sono mescolati solo prosecco e acqua frizzante, profumato da succo di limone

Le altre varianti dello Spritz

 In molti bar di Venezia vi saranno offerte due alternative semplici ma sorprendenti al classico Spritz: quella che prevede vino fermo e Select (un liquore agrumato dal colore rosso acceso e dal gusto molto dolce) o il Cynar (un bitter al carciofo che esalta la freschezza del vino frizzante grazie alla sua componente dolce-amara).

La versione analcolica per chi non vuole esagerare, o deve guidare: in questo caso lo Spritz viene preparato miscelando 2/4 di succo d’arancia, ¼ di bitter analcolico e ¼ di soda.

Spritz analcolico cocktail
Foto Pexels | Sam Lion

Un’altra versione, che si discosta di più dal tradizionale Spritz che tutti conosciamo, è quella che prevede l’utilizzo di sciroppo d’agave, Vermouth, Cointreau e prosecco mixati in un calice con una fettina di lime.

Molto in voga in tutta la penisola è anche lo Spritz Hugo, che miscela Prosecco, St. Germain, soda, una fogliolina di menta e il peel del limone.

Spritz Hugo
Foto Pexels | Karolina Grabowska

Per chi ritenesse lo Spritz un cocktail troppo sofisticato, preferendo una bella birra ghiacciata, vi diciamo che non c’è più bisogno di scegliere, perché esiste una versione alla birra. Viene preparata arricchendo il classico mix Aperol e Prosecco con la spuma della birra e una scorza di arancia essiccata.

Parole di Elena Pavin

Mi chiamo Elena Pavin, classe 1994, ho conseguito il diploma artistico solo prima di scoprire di non voler fare l’architetto né la designer. Così ho cambiato radicalmente i miei piani: all’Università di Milano-Bicocca ho studiato giapponese e mi sono laureata in Comunicazione interculturale, ho terminato i miei studi diplomandomi alla Scuola di Giornalismo. Amante dell’arte, incuriosita dalle tendenze, fanatica dell’enogastronomia (tanto da decidere di diventare sommelier). Nel 2020 ho iniziato a collaborare con Alanews e Deva Connection