Bridgerton: perché guardare la nuova serie Netflix

Se non l'avete già fatto, correte a guardare Bridgerton su Netflix. Ecco qualche buon motivo per vedere la serie uscita il 25 dicembre

Bridgerton

Foto Netflix

Dal 25 dicembre è disponibile su Netflix l’ultimo capolavoro a episodi di Shonda Rhimes: Bridgerton. La serie è stata un vero regalo di Natale che riunisce Gossip Girl e Downton Abbey, strizza l’occhio al primo femminismo, veste costumi meravigliosi e ci lascia anche sognare.

La storia è semplice, ma si riempie di intrighi ad ogni episodio: Daphe Bridgerton è la tipica fanciulla dell’Età della Reggenza, una debuttante in cerca di marito che, spinta dai commenti maligni di Lady Whisteldown, mette in scena un fidanzamento di comodo con Simon Basset, duca di Hastings e “premio d’oro” della stagione matrimoniale. Manco a dirlo, i due si scoprono innamorati, ma conciliare desideri e aspettative non sarà così semplice. 

Ecco quali sono i motivi per cui dovreste guardare Bridgerton su Netflix subito.

Bridgerton è un’opera di Shonda Rhimes

Se non sapete chi è Shonda Rhimes, abbiamo un problema, perché questo vulcano di idee ha dato i natali ad alcune delle serie tv più di successo dell’ultimo decennio, Scandal, Le Regole del Delitto Perfetto e Grey’s Anatomy, per citarne alcuni.

La sua firma sulla sceneggiatura di Bridgerton, basata sui famosi romanzi bestseller di Julia Quinn e scritta da Chris Van Dusen, quindi, è una garanzia.

È il perfetto cross over tra Gossip Girl e Downton Abbey

Inutile mentire, Gossip Girl è tra le serie più amate di sempre e Downton Abbey ha conquistato segretamente il cuore di tutti quelli che, preso il coraggio a due mani, si sono immersi nel binge watching di quella che (solo apparentemente) sembra la serie tv più noiosa della storia umana.

Al centro di Bridgerton, infatti, c’è il foglio scandalistico (un tabloid di primo Ottocento, per intenderci) firmato dall’anonima Lady Whistledown. I giovani rampolli della Londra pre-vittoriana sono quindi alla mercé di questa ben informata signora che rivela i segreti di tutti. 

Come se non bastasse, l’allure dello sceneggiato ricorda un po’ la Marie Antoinette di Sofia Coppola.

Parla (anche) di femminismo e inclusività

Certo il tempo in cui è ambientato Bridgerton non sono ancora maturi per un vero femminismo, le suffragette sono ancora lontane anni luce, ma questo non significhi che la serie Netflix non ci apra uno spiraglio di lotta all’emancipazione in stile Jane Austen.

A partire da Lady Whistledown, le figure femminili sono tutt’altro che poverelle in costante bisogno. Ovviamente frivolezze e temi matrimoniali sono centrali, d’altronde non ci si potevano aspettare minigonne e libertinaggio da una serie in costume, ma comunque la disamina dei desideri e dei problemi della donna dell’epoca, primo tra tutti il rapporto con il sesso, si può considerare infrangere un vero tabù

Oltre al femminismo, spicca il tema dell’inclusività: al centro proprio il protagonista, il Duca di Hastings, interpretato da Regé-Jean Page, originario dello Zimbawe.

Via il corsetto, ci sono parecchie scene piccanti

A differenza di Downton Abbey, non aspettatevi che il rapporto con il sesso sia edulcorato in Bridgerton. Anzi, vi sorprenderete immerse per parecchi minuti in scene parecchio piccanti. Il rapporto tra il Duca di Hastings e Daphne Bridgerton è, infatti, tutt’altro che platonico.

Parole di Elena Pavin