Terremoti e vignette: la satira di Charlie Hebdo che offende

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    Terremoti e vignette: la satira di Charlie Hebdo che offende

    Terremoti e vignette: arriva di nuovo la satira di Charlie Hebdo. “Italie, la neige est arrivée (Italia, la neve è arrivata)”, si legge nella parte superiore della vignetta; in basso, invece, compare la scritta “Y en aura pour tout le monde (Non ce ne sarà per tutti)”. A dirlo la Morte con due sci ai piedi. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alla valanga di Rigopiano che ha sommerso di tonnellate di neve l’hotel, provocando 6 vittime e 23 dispersi, molti dei quali ancora là sotto. Non sappiamo ancora se vivi o morti. Il lavoro eccezionale e instancabile che stanno facendo da giorni i soccorritori è per tirare fuori tutte quelle persone intrappolate. E mentre si affievolisce la speranza di trovare ancora superstiti, dopo più di 50 ore e dopo che abbiamo ben 6 vittime accertate, ecco di nuovo la satira di Charlie Hebdo.

    Il disegno mostra la Morte incappucciata, con due falci al posto delle racchette che dice “Italia: la neve è arrivata”. Di nuovo, perché già nel sisma di Amatrice, che ha causato circa 300 vittime, arrivò un’altra vignetta.

    In quel caso lasagne e pasta per illustrare il dolore per le 300 vittime. “Terremoto all’italiana”: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”. L’ultima, “lasagne”, presenta diverse persone sepolte da strati di “pasta”.

    Diventò un caso: dopo aver indignato la rete, anche l’ambasciata francese in Italia chiese scusa: “il disegno pubblicato da Charlie Hebdo non rappresenta assolutamente la posizione della Francia” .

    Dopo la valanga di contestazioni, sulla pagina Facebook ufficiale, Charlie Hebdo pubblicò una vignetta “di precisazione” firmata Coco. Stavolta c’è una persona insanguinata sotto le macerie, come nel disegno contestato, che si rivolge al lettore: “Italiani…non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia!”. Infatti la vignetta, oltre al primo impatto macabro, alludeva metaforicamente all’impreparazione dell’Italia nei confronti degli eventi sismici, nonché a quella diffusa situazione di “magna magna” che si viene a creare dopo queste tragedie. Le vittime sono chiamate proprio con nomi di specialità alimentari tipiche del Belpaese.

    vignette_charlie_hebdo_terremoto_Amatrice

    La reazione: le querele e la contro-vignetta

    Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, così come quello di Farindola, Ilario Lacchetta hanno querelato il giornale satirico francese Charlie Hebdo.

    Pirozzi dopo la vignetta di Amatrice fu disgustato: “Ma come si fa a fare della satira sui morti? La satira è satira quando fa ridere e qui mi sembra che non ci sia proprio nulla da ridere, visto che è pieno di morti. La satira è una cosa bella, ben venga l’ironia. Ma come si fa… qui c’è soltanto del cattivo gusto”. Anche all’ora l’opinione unanime fu quella di “vignetta lugubre, disumana, indegna, da rispedire al mittente”.

    Anche adesso il popolo del web, non solo italiano, si è infuriato: sulla pagina Facebook del giornale satirico piovono maree di critiche, molte dagli stessi francesi.

    In molti si dicono indignati e accusano il giornale satirico di essere irrispettoso verso i morti di Rigopiano e verso i familiari che attendono notizie sui dispersi. Alcuni criticano il modo di fare satira: ” Dario Fo disse che la satira irride i potenti, non le tragedie e le vittime” scrive un utente su Twitter. In molti parlano di “cattivo gusto” e di cattiveria gratuita.

    Una parte, minore controcorrente, pensa invece, come ha postato un utente:” la satira deve nauseare, essere brutta, altrimenti è parodia o cabaret”.

    Ma chi risponde con la stessa moneta è il disegnatore Ghisberto, proprio con un’altra vignetta, che diventa dopo poche ore virale.

    Il disegnatore, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato un’immagine che fa il verso a quella che del settimanale francese. C’è sempre la Morte sugli sci, ma questa volta è attonita, superata a tutta velocità da un soccorritore alpino: con dito medio alzato e bandiera impugnata con orgoglio, l’obiettivo è arrivare per arrivare per primo sul luogo del disastro, così da estrarre il maggior numero di persone possibile.

    risposta vignetta charlie hebdo

    Una risposta tono su tono, vera satira. Come ha detto Pirozzi: rispondiamo con la macabra provocazione di Charlie Hebdo con la vita.

    Le vignette choc di Charlie Hebdo

    Il giornale satirico francese è tristemente famoso comunque, più che per le sue vignette, per l’attentato terroristico del 7 gennaio 2015, rivendicato da al-Qaeda in cui morirono 12 giornalisti e altre 11 persone rimasero ferite. Non è nuovo a vignette choc: basti pensare che oltre ai nostri morti del terremoto e valanghe l’anno scorso ha fatto una vignetta sulla morte che sconvolse tutto il mondo di Aylan Kurdi, il bambino siriano morto nel naufragio della barca nel tentativo di raggiungere l’Europa. Per i più divenne il simbolo della tragedia dei migranti, Charlie Hebdo non mancò di farne della satira.

    vignetta aylan charlie hebdo

    Pubblicò una vignetta con su scritto: “La prova che l’Europa è cristiana”; e accanto si vedono una figura somigliante al Cristo che cammina sulle acque, e una silhouette più piccola, in pantaloncini corti e a faccia in giù nell’acqua con la scritta: “I cristiani camminano sulle acque, i bambini musulmani affogano”. In un’altra immagine duramente criticata, soprattutto sui social, si vede il piccolo riverso sull’arena sopra un titolo che annuncia che è morto “proprio vicino al traguardo”, mentre dietro si vede la pubblicità di McDonald’s che offre “due menù per bambino al prezzo di uno”.

    Superato lo choc, in molti si chiesero se la libertà di espressione consistesse nell’irridere la morte di un bambino. Lo stesso che su 300 vittime del terremoto o su persone travolte da una valanga.

    LA FRASE SHOCK A RADIO MARIA POST TERREMOTO AMATRICE

    Satira Vs Cattivo gusto

    Non si tratta di essere “permalosi”. La vignetta sul Rigopiano fondamentalmente fa di una catastrofe naturale, la valanga, motivo di satira. E viene da chiedersi che tipo di satira sia inveire su un evento naturale disastroso difronte al qual l’uomo non può niente. Passi per la vignetta sul terremoto ( di cattivo gusto ugualmente, ma per lo meno paventava la critica alle case costruite male, secondo Charlie Hebdo “dalla mafia”, da un abuso edilizio e sull’incapacità dell’Italia di farsi trovare preparata. Qui si tratta di un disastro naturale, di una slavina della portata di 120.000 tonnellate. Che satira è dunque? Contro la natura? Per non parlare del fatto che nel preciso momento della vignetta l’Italia intera è in apprensione per i dispersi. Viene piuttosto da chiedersi se sia un modo macabro del settimanale francese di farsi pubblicità.