Natale 2016

Sempre più donne Facebook-dipendenti, e lo stress è in agguato

Sempre più donne Facebook-dipendenti, e lo stress è in agguato
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    Donne Facebook dipendenza

    Disintossicarsi da Facebook… quante volte ci abbiamo pensato? Come per tutte le dipendenze, anche quella da social network ci dà la sensazione (fasulla) di poter smettere quando vogliamo. E invece, sorpresa! Non è così. Abbiamo utilizzato il termine “dipendenza”, che in genere associamo alle sostanze stupefacenti, all’alcool o al cibo (ovvero, sostanze che ingeriamo e che ci danno un appagamento fisico), perché purtroppo è una patologia che esiste, e che è anche misurabile in base ad una scala di valori di riferimento, che si chiama “Bergen Facebook Addiction Scale”, e che i ricercatori dell’Università di Bergen (Norvegia) hanno prima messo a punto, e poi utilizzato per uno studio ad hoc. Risultato? Noi donne siamo le più a rischio dipendenza…

    Per arrivare ai loro risultati sull’effetto-droga di Facebook, gli studiosi norvegesi hanno coinvolto un gruppo di 423 propri studenti, che volontariamente si sono sottoposti al questionario “Bergen Facebook Addiction Scale” per testare il proprio livello di dipendenza dal social network. L’idea era quella di capire, innanzi tutto se esistesse davvero questo pericolo di diventare dipendenti da “Faccialibro”, e soprattutto quali fossero, eventualmente, le categorie più fragili. Il tutto attraverso 6 principali criteri o parametri di valutazione grazie ai quali il campione poteva quantificare il proprio “bisogno” di collegarsi e per quanto tempo (da “raramente” a “molto spesso”). Dalla ricerca è emerso che questo tipo di dipendenza è purtroppo una realtà, che ha le caratteristiche tipiche di tutte le altre ben più note – tra cui le crisi di astinenza e i classici sintomi da assuefazione “chimica” – e che le persone in assoluto più a rischio sono le donne, specialmente quelle insicure e ansiose. Ma vediamo nel dettaglio.

    Secondo il test messo a punto dagli scienziati norvegesi, le più dipendenti da Facebook (intendendo in maniera patologica), sono le donne, specialmente se giovani. Ovviamente (ma questo era intuibile senza bisogno di farci uno studio), le persone più anziane sono meno a rischio di diventare dipendenti da Facebook (e da qualunque “novità” tecnologica) rispetto alle nuove generazioni, ma è la differenza di genere che ci preoccupa. Le teenagers timide e insicure sono quelle più in pericolo, perché per loro relazionarsi ai coetanei (o al resto del mondo in generale), non direttamente ma grazie ad un “medium” che faccia da filtro, magari barando anche un po’, è certo una grossa tentazione.

    Ma questo comportamento cela grosse insidie.

    Non aiuta l’autostima, non facilita i rapporti umani, favorisce l’alienazione. Inoltre provoca un grande stress accentuato dalla dipendenza, perché chi ne soffre si sente angosciato quando non ha la possibilità di accedere al social network. La categoria meno a rischio è risultata quella dei professionisti ambiziosi che pongono la carriera davanti alle relazioni sociali, perché costoro usano FB solo per motivi utilitaristici. Fanciulle, voi come siete messe con FB: avete i brividi, sudate freddo, provate un senso di angoscia e di oppressione se non potete collegarvi… ? Tenete la pagina con il vostro profilo sempre davanti agli occhi, anche se state facendo altro? Allora forse avete bisogno di disintossicarvi…

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