Raffaele Sollecito a PourFemme.it: “Sfrutto la mia immagine per farmi pubblicità, perchè non dovrei farlo?”

Raffaele Sollecito a PourFemme.it: “Sfrutto la mia immagine per farmi pubblicità, perchè non dovrei farlo?”
da in Cronaca

    Lui è Raffaele Sollecito, ex imputato definitivamente assolto insieme ad Amanda Knox, per l’omicidio di Meredith Kercher, il (suo) progetto si chiama Be on memories e prevede una sorta di Facebook dei defunti in cui sarà possibile creare il profilo del proprio caro con foto e video per commemorarlo. Associato al suo trascorso potrebbe risultare un po’ macabro ma lui di questo non si preoccupa: “Io sono l’amministratore delegato dell’azienda, sul portale non compare nulla di macabro e neppure il mio nome. Preferisco far parlare l’utilità del servizio. La mia immagine mi serve, adesso, per sponsorizzare l’idea il resto lo farà il portale di per sé.”

    Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscere più da vicino la sua chiacchierata storia, quello con cui ci troviamo a parlare è un ragazzo di 32 anni dal fare estremamente serafico.

    La tua start up ha l’obiettivo di facilitare, quello che per molti soprattutto al Sud è un rito, portare i fiori e prendersi cura delle tombe dei propri cari come se fossero ancora in vita. Azzerare con un click, le distanze per chi questa possibilità non ce l’ha, come funzionerà esattamente?

    “Penso che anche al Nord prendersi cura dei propri cari defunti sia ancora un rito” – ci tiene subito a precisare – “L’obiettivo a livello aziendale è proprio azzerare la distanza fra i parenti e il caro defunto, tramite un servizio locale: per ogni cimitero o luogo in cui giace una persona cara, offrire una serie di prodotti (fiori o servizi di pulizia) facenti riferimento alla zona specifica. Il punto di forza del portale è l’essere un servizio innovativo, offrire il concetto di profile commerce: siamo abituati ad avere Facebook da una parte e eBay e/o Amazon dall’altra. Be on memories offrirà la possibilità da un lato di avere una vetrina espositiva dei nostri prodotti a seconda delle località ( se per esempio una persona seleziona il cimitero di riferimento avrà accesso solo ai prodotti che noi offriamo in quell’area e non a tutta la nostra gamma dei prodotti); dall’altra verrà offerta la possibilità di creare il profilo della persona cara e, a seconda del luogo di giacenza, di avere a disposizione anche del materiale mediatico (video, foto, poesie) per poterla commemorare. A breve inoltre avremo anche la possibilità di far creare urne o sculture da ceneri da artisti locali”

    In questa esperienza sei solo o hai dei dipendenti, magari delle donne?

    Per il momento sono io amministratore delegato e ho come dipendenti due stagisti più un segretario, il mese prossimo assumerò una segretaria donna e dopodiché ci saranno anche uno o due programmatori per lo sviluppo del portale in termini di gestione.

    L’idea ti è venuta dopo la morte di tua madre, cosa ha suscitato in te? Che rapporto hai con la morte?

    Si l’idea mi è venuta dopo la morte di mia madre nel 2005, proprio perché mentre ero in carcere – purtroppo – sentivo la necessità di commemorarla nella maniera più consona. Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che un modo dinamico e concreto non esisteva, esistono ad oggi portali in cui è possibile creare un album di foto, poesie e altro nel ricordo della persona amata, esistono portali di annunci per le persone che non ci sono più e possibilità di visitare cimiteri virtualmente ma un’idea come quella che ho inteso io, comprensiva della possibilità di far scattare dai nostri professionisti una foto da far recapitare ai clienti per avere subito un’idea del servizio offerto, non esiste ancora.
    La morte fa parte della vita. Per me le persone vivono con noi tramite i nostri ricordi ed è un peccato che spesso presi da altro ci dimentichiamo della nostra storia e del nostro passato, ci dimentichiamo chi siamo. Per me la memoria di mia madre fa parte della mia identità. Spesso dopo un lutto le persone tendono ad allontanarsi, il mio portale si ripropone di far si che questo non accada. Spero un domani, da qui a 10 anni, in base al profilo di utenza di poter offrire la possibilità di ricostruire, automaticamente, una buona fetta genealogica di diversi cittadini italiani.

    Partire, o ripartire nel tuo caso, dal Sud da Giovinazzo tuo paese d’origine, è stato in questo caso più una risorsa o un ostacolo? Quanti e quali pregiudizi hai dovuto affrontare?

    Entrambi. Scontrarmi con una realtà molto territoriale e tradizionalista non mi rende la quotidianità piacevolissima. Dall’altra parte c’è la risorsa più grande, la mia famiglia e le persone a me care.

    Del loro aiuto, anche fisico, lo stesso locale commerciale dove ho avviato la mia attività è della mia famiglia. Era necessario ripartire da Giovinazzo, dalle mie origini.

    Essere Raffaele Sollecito ti ha aiutato più in termini di famiglia che di personaggio?

    A questa domanda ci tiene a precisare che il personaggio Raffaele Sollecito non ha nulla di negativo: “Sono diventato un personaggio perché vittima di gente spregiudicata e arrogante che mi ha perseguitato. Quindi non sono io che dovrei nascondermi o vergognarmi di qualcosa, bensì loro.”

    La scelta di sfruttare la tua vicenda per sponsorizzare il tuo progetto è per te una forma di riscatto?

    Sicuramente io sono un programmatore ingegnere informatico, il discorso è che le aziende anche le start up, utilizzano per pubblicizzarsi gli stessi canali che sto utilizzando io ma con un dispendio economico considerevole, io ho la fortuna di risparmiare parte di questi soldi utilizzando la mia immagine perché non lo dovrei fare?

    Quanto può essere difficile per un ragazzo di 32 anni affacciarsi nel mondo dell’imprenditoria ora?

    Si è difficile per tutti, però se una persona ha un po’ di coraggio crede in quello che sta facendo ha anche delle buone spalle e una buona esperienza può mettersi in gioco. Penso che la mia sia una buona idea e so che ha un certo valore quindi affronto gli ostacoli con serenità visto che appunto il mio trascorso mi ha portato di fronte ad ostacoli e realtà ben più drammatici.

    A questo proposito hai qualche rimpianto? Pensi che il carcere ti abbia fatto perdere tempo?

    Il rimpianto purtroppo di non aver potuto fare quello che volevo perché mi hanno tenuto in un inferno per 8 anni. Ho fatto 3 anni e mezzo di carcere di massima sicurezza, 6 mesi di isolamento più 5 gradi di giudizio quindi 5 processi. Sono numeri molto grossi che hanno segnato molto la mia vita e tutta la mia esistenza. In questi anni senza queste vicissitudini, pur dedicandomi alla programmazione che è sempre stato il mio settore, avrei potuto dedicarmi a cose diverse come i videogiochi che sono da sempre la mia passione, o la robotica industriale, molti aspetti che avrei potuto approfondire se avessi avuto una vita più “normale”. Sono stato sicuramente influenzato da quello che mi è capitato che però mi ha permesso anche di sfruttare degli interessi di natura differente.

    Quali sono le tue aspettative? Come ti vedi fra 10 anni?

    Il mio desiderio fra 10 anni è avere fra le mani un bella società (magari più di una), che abbia un buon riscontro a livello di utenza e personale. Di essere felice, di avere quello che voglio della mia vita, vivere dove voglio, coltivare le mie passioni liberamente senza nessun pregiudizio, ristabilire la mia immagine per quella che è e non per quella che è stata descritta dai media negli ultimi anni. Un riscatto completo dove anche chi mi ha fatto del male, chi ha sbagliato in maniera clamorosa – e devo dire vergognosa – si assuma le proprie responsabilità rispetto a quello che è successo.

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