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Marine Le Pen, il comizio finisce con gli scontri: aggredito deputato

Marine Le Pen, il comizio finisce con gli scontri: aggredito deputato

Il comizio della candidata del Front National al teatro Zenith è finito in disordini e scontri: una donna salita sul palco, forse una Femen e l’aggressione al deputato frontista Gilbert Collard. A cinque giorni dal voto per l'Eliseo, Marine Le Pen torna a parlare di immigrazione e chiusura delle frontiere.

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    Marine Le Pen, il comizio finisce con gli scontri: aggredito deputato


    Scontri, insulti, lancio di pietre e anche di qualche molotov durante il comizio di Marine Le Pen, dove è stato aggredito anche il leader frontista Gilbert Collard. A cinque giorni dalle elezioni presidenziali francesi, fuori e dentro il teatro Zenith, si è registrata alta tensione. Dopo l’aggressione al deputato del Gard, una attivista è salita sul palco interrompendo il discorso della candidata all’Eliseo. I disordini sono avvenuti durante il comizio della leader del Front National e si sono protratti anche nel vicino parco della Villette con agenti in tenuta antisommossa.

    Ad accogliere Marine Le Pen al teatro Zenith per il suo ultimo comizio c’erano 5mila militanti di estrema destra. I disordini sono iniziati già all’arrivo del deputato Gilbert Collard, che appena sceso di macchina con la moglie, è stato accolto da insulti, lancio di oggetti e anche qualche molotov.
    Dopo poco che Marine Le Pen ha iniziato il suo comizio, prima una donna sale sul palco per far tacere la candidata, ma viene portata via dalle forze dell’ordine. Subito dopo un’altra donna dalla platea inizia ad urlare, rimane a seno nudo mostrando nel petto uno slogan anti-Le Pen. Non sappiamo ancora se si tratti di una Femen, la protesta femminile famosa per organizzare atti dimostrativi durante i quali le attiviste si mostrano a seno nudo. Si sono poi verificate altre interruzioni da parte di altri contestatori e Le Pen amareggiata ha commentato: “Non vogliono proprio lasciarci esprimere le nostre idee…”. E ancora: “Questa è la visione degli estremisti della sinistra dinanzi all’unica candidata donna che difende le donne”.

    Marine Le Pen, candidata a presidente francese è in pole nei sondaggi con Emmanuel Macron. Nel suo lungo discorso ha rivendicato il diritto di sovranità: “Riformerò il codice della nazionalità affinché non si possa diventare francesi quasi per caso”. Secondo Le Pen “o si rinasce, o si affonda”: la Francia, per la candidata del Front National, si sta trasformando in una “vaga regione rinchiusa nella prigione dell’Unione europea”. Promette quindi, come sua prima misura, la sospensione di Schengen e il ripristino delle frontiere.

    Lo spiega meglio portando gli esempi di paesi europei affondati dall’Europa: “La Grecia rovinata, l’Italia sommersa, sono assolutamente incapaci di resistere a questa pressione migratoria che è appena cominciata”.

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    E sul tema dell’immigrazione era tornata a parlare qualche giorno fa in occasione del discorso del Papa: Marine Le Pen aveva attaccato duramente il Pontefice riguardo alle parole sull’accoglienza dei migranti. “Con me non ci sarebbero stati i terroristi migranti del Bataclan. I predicatori jihadisti devono essere espulsi e le moschee salafite devono essere chiuse”. E ancora: “Qui siamo in Francia: nessuno può imporci leggi, usi, costumi, che non sono i nostri. Qui le donne si rispettano, non si insultano per strada, non si nascondono dietro a un velo perché ritenute impure”.
    Il discorso, continuamente interrotto e segnato da blitz, è durato circa un’ora e mezza e si è chiuso sulle note della Marsigliese. Il prossimo comizio, prima del voto del 23 aprile, sarà mercoledì a Marsiglia.

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