Lo stupro virtuale: anche in Italia proliferano i gruppi di Facebook delle foto femminili eroticizzate

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    Lo stupro virtuale: anche in Italia proliferano i gruppi di Facebook delle foto femminili eroticizzate

    Negli ultimi tempi è esplosa una “moda” assai sconcertante su Facebook: il proliferare di gruppi, prettamente maschili, dove vengono messe foto normali di ragazze, che vengono utilizzate per commenti sessuali. In questi gruppi vengono caricate foto a insaputa dei soggetti, che ritraggono normalissime ragazze in altrettanto normali attività quotidiane: mentre fanno shopping, mentre sono all’aria aperta, in compagnia di amiche. Conoscenti o amici utilizzano queste foto, in alcuni casi ritoccandole, facendone delle immagini eroticizzate. Ecco che inizia la saga “del complimento”…tutto a sfondo sessuale. Ciò che viene fuori è indicibile.

    I riferimenti, manco a dirlo, sono tutti riferiti al sesso. E’ una sorta di stupro virtuale, perchè sfocia in violenza verbale, in quell’istinto maschile di voler prevaricare sulla donna, che sappiamo è una triste realtà.

    Avevamo sentito parlare di questi gruppi creati, lontano da noi: i primi dovrebbero essere nati in Australia. Un certo “Blokes Advices” ( più di 200mila fan) posta foto di donne per far sì che gli utenti, solo maschi ovviamente, possano “ dire in maniera privata cosa realmente pensano di quelle donne, che in altri contesti o in faccia alle donne non direbbero. Questo è il motivo per cui è un gruppo chiuso”.

    Dall’altro capo del mondo all’Italia: i gruppi impazzano. Solo pochi oscurati.

    E così dalla lontana Australia pare che in Italia il “format” abbia avuto successo: ci sono molti gruppi su Facebook che condividono materiale privato a scopo erotico. Le foto non hanno niente di erotico, sono normalissime pose, perfino di ragazze mentre provano le scarpe nel negozio, sulle quali maschi particolarmente fissati, trovano il modo di iniziare una lunga trattazione sessuale.

    Le foto sono spesso “rubate” ad amiche, colleghe o a sconosciute: in questo caso la tecnica è chiedere l’amicizia sul social a una ragazza, così da entrare sul suo profilo e sbirciare le foto. Tutto a loro insaputa, ignare che di lì a poco saranno oggetto di una lunga disquisizione dai toni volgari e osceni.

    Fenomeno preoccupante e violento

    Il fenomeno non si limita ad una “ragazzata”, va oltre: basta leggere pochi commenti per capire come il complimento in realtà è un insulto. Inveiscono perché quella ragazza non ci starebbe e con lui non farà mai sesso? Troppo spesso se un maschio non ottiene quello che vuole è pronto a ricorrere alla violenza. Per sentirsi legittimati hanno bisogno di umiliare l’universo femminile. La violenza verbale di questi gruppi lo confermano. Si evince una smisurata aggressività. L’umiliazione e lo svilimento della donna è voluto: è esplicitato dagli stessi admin di alcuni gruppi. Anche se la strada è ancora lunga, qualcuno di questi gruppi segnalati è stato chiuso: proprio in queste ore è stato oscurato uno che contava migliaia di membri, dal nome esemplificativo: “umiliamole tutte” recitava parte del titolo. La cosa rende noi di Pourfemme doppiamente soddisfatti, visto che ciò è avvenuto in seguito ad una segnalazione di una redattrice di Nanopress. “Desideriamo aiutarti a vedere meno contenuti simili a questo in futuro” le ha scritto il social network; ci facciamo lo stesso augurio.

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    Volgari e offensivi

    I termini non proprio edificanti più gettonati sono quelli inerenti all’eiaculazione e al liquido seminale, chiamati coi loro rispettivi volgari, che evidentemente fanno sentire “più maschio”. Ecco che scorrendo ci sono foto di ragazze che si provano vestiti, ragazze con gli occhiali, insomma normalissime foto che hanno solo la colpa di finire nel posto sbagliato. Una ragazza sorridente diventa la sgualdrina di turno, un’altra che è in costume è una poco di buono e così via. Qui nessuna donna “se l’è cercata” sia perché sono ignare, sia perché sono questi signori a vedere l’erotismo dove non esiste!.

    Facebook cosa fa?

    E’ sconvolgente come FB permetta la sopravvivenza di questi gruppi. Sul social network, fino a poco tempo fa, le rigide norme non permettevano la pubblicazione di immagini di donne che allattavano: nel gesto più naturale del mondo si intravedeva il seno, un’oscenità! Tempo prima era nata una querelle tra Zuckerberg e un editore norvegese sulla rimozione della famosissima foto della bambina vietnamita bruciata dalla bomba al Napalm. Non importa che sia una foto storica e pluripremiata: si vedevano le nudità e per questo andava rimossa.

    Ecco, con queste premesse, viene spontaneo chiedersi: come possono sopravvivere questi gruppi offensivi??

    Farlo restare su FB significa dargli la dignità di un qualsiasi gruppo pubblico. E’ un controsenso la nuova policy di Facebook: se da un lato tutto ciò che possa essere ritenuto offensivo, discriminatorio o che inciti alla violenza sessuale non troverà posto sul social network, di fatto continuano a esistere delle pagine cosi, offensive, indecenti e anche pericolose, che stanno facendo girare messaggi abominevoli e che arrecano danno a tante ragazze.

    Tempo fa Selvaggia Lucarelli segnalò una pagina dove giravano video porno: “Sesso, Droga e Pastorizia”. Lei ha denunciato alla Polizia postale tale gruppo, anche perché in un post, l’admin chiedeva di trovare e mettere in rete materiale porno della Lucarelli. La denuncia dovrebbe esser ancora ferma, mentre il sito esiste ancora e anzi, tale signore ha anche minacciato la giornalista. E’ l’ora quindi di fare qualcosa.

    Altro controsenso che ci disorienta è quello di una nostra lettrice che segnala la rimozione della foto del suo bambino mentre si vaccina, il motivo è la siringa. La colpa non può essere sempre dell’algoritmo: è l’ora di intervenire in maniera più efficace, è l’ora di fare qualcosa. La siringa non deve esistere su Facebook, ma i gruppi di “maschi in piena esplosione ormonale” sì?. Mentre aspettiamo che tali obbrobri cessino di esistere ( anche perchè sono tantissime le segnalazioni già fatte), vogliamo rammentare alcune cose importanti.

    Innanzitutto, la nostra vuole essere un modo per mettervi in guardia, che tra i tanti pericoli della rete adesso c’è anche questo, non intendiamo assolutamente dare la minima visibilità a tanta bassezza. In secondo luogo esortare tutti voi a denunciare questi gruppi, a stare attenti che i nostri figli non ne facciano parte, insomma ci deve essere la condanna più ferma. Vogliamo anche dire, ribadendo che in questo caso assolutamente non è colpa di nessuna ragazza se finisce in questi gruppi, ma raccomandarsi di stare attente a cosa condividiamo e con chi soprattutto. Esistono dei filtri sulla privacy su Facebook grazie ai quali per esempio non è possibile far accedere sconosciuti al nostro materiale.

    Bene lo spiega il video diffuso dal governo del Paraguay per mettere in guardia giovani e adulti su ciò che può accadere quando si posta una foto su facebook: un’innocente foto di due ragazze in bikini che diventa di dominio pubblico su un gruppo porno. Purtroppo non è facile prevederlo, perchè il nemico possiamo anche conoscerlo: può essere un amico, un collega. Denunciando probabilmente riusciremo ad educare tanti uomini.

    La condanna di Enrico Mentana

    Il direttore del Tg La7 condanna senza mezzi termini questo proliferare di “gruppi di allupati su Facebook” che sta diventando un “muro del gabinetto maschile degli autogrill”. Anche Mentana ribadisce che è possibile fare qualcosa, perchè ogni giorno c’è chi segnala questi gruppi osceni. E allora anche noi come Mentana chiediamo a gran voce: Caro Facebook, li vogliamo eliminare, sì o no?.