Legge sul biotestamento, da oggi in vigore le Dat: cosa sono e come funzionano

È entrata da oggi in vigore la legge sul biotestamento, grazie alla quale tutti i cittadini maggiorenni possono esprimere le proprie volontà in materia sanitaria. Da oggi diventano valide le 'dat', le disposizioni di trattamento anticipate, con le quali un paziente può accettare o rifiutare qualsiasi cura o terapia. Nessun medico può violare la volontà dei malati, sebbene la legge riconosca l'obiezione di coscienza al singolo medico

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    Legge sul biotestamento, da oggi in vigore le Dat: cosa sono e come funzionano

    Da oggi è entrata ufficialmente in vigore la legge sul biotestamento. Con questo provvedimento, tutti i cittadini maggiorenni hanno da oggi il diritto di esprimere le proprie volontà in materia sanitaria, consegnandola a notai o Comuni. Per chi infatti non vuole avvalersi di un notaio, ci sono 180 comuni in Italia che hanno istituito un registro apposito. L’elenco dei comuni è visionabile sul sito dell’associazione Coscioni, che, oltre a monitorare le iniziative a sostegno del biotestamento, ha raccolto già più di 8mila dichiarazioni anticipate di trattamento.

    Cosa sono le “dat”?

    Le dat sono le disposizioni anticipate di trattamento, ovvero le nostre volontà in materia di assistenza sanitaria in previsione di una futura incapacità a decidere o comunicare. La legge prevede che ogni cittadino maggiorenne abbia il diritto non solo di indicare le preferenze sanitarie ma possa anche nominare un fiduciario, che parli e lo rappresenti in sua vece.

    Le disposizioni sono valide fin da subito, e, già dai prossimi mesi, si potranno inserire all’interno del fascicolo medico elettronico, così che il medico, anche in caso il paziente si trovi in uno stato di incoscienza, saprà già quali sono le sue volontà.

    Cosa tutela la legge sul biotestamento?

    La legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e soprattutto alla autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato e proseguito senza il consenso libero e informato del malato. In caso il malato si trovi nell’ impossibilità di comunicare la sua scelta medica, questa verrà rappresentata dalle dat e difesa dal suo fiduciario.

    Fiduciario, quali sono i compiti

    Il fiduciario ha il compito di rappresentare le nostre volontà quando non saremo in grado di esprimerci e, nel caso di nuove invenzioni e cure, valutare se siano coerenti col nostro pensiero. Chiunque, purché maggiorenne, può fare il fiduciario.

    Biotestamento, cosa si può accettare o rifiutare?

    Nelle dat la persona può accettare, oppure rifiutare di sottoporsi in futuro a qualsiasi cura o terapia. Si può fare una dichiarazione generale, (ad esempio: non voglio essere rianimato) oppure essere più specifici, e rifiutare, o accettare, solo certi tipi di trattamenti ( intubazione, rianimazione, richiesta di antidolorifici).

    Vengono considerate al pari di una terapia anche la somministrazione di nutrimenti, come ad esempio il sondino nello stomaco, e pertanto possono essere rifiutate nella dat. Tra le disposizioni, è possibile chiedere la sedazione profonda, garantita dalla legge sulle cure palliative e prevista per i malati in fase terminale, laddove le altre terapie antidolorifiche risultassero inefficaci. Non si può invece richiedere l’eutanasia o il suicidio assistito, in quanto vietati nel nostro Paese.

    Dat, si può modificare?

    In qualsiasi momento è possibile modificare o revocare le proprie scelte, purché vengano annotate nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. Le dat si possono scrivere a mano, a macchina, sul computer oppure essere videoregistrate, ma in tutti i casi devono essere firmate a mano davanti a un notaio o nel proprio Comune.

    Biotestamento, quali sono gli obblighi del medico

    Nessun medico può violare la volontà dei malati, ma al medico singolo è riconosciuto dalla legge il diritto di obiettare le scelte del paziente e rifiutarsi di eseguirle. In caso il medico decida di obiettare la decisione del paziente, sarà compito dell’ospedale trovare un sostituto che garantisca il rispetto delle volontà del paziente. Sebbene la legge sul biotestamento sia entrata in vigore, non è così scontato che venga rispettata al momento del bisogno. Molti ospedali cattolici infatti hanno già annunciato che davanti a certe decisioni dei malati intendono obiettare “in blocco”, sebbene la legge consenta l’obiezione di coscienza solo ai singoli medici.