Le donne anti-Trump dopo la marcia: ora lo sciopero generale

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    Le donne anti-Trump dopo la marcia: ora lo sciopero generale

    Le organizzatrici della Marcia delle donne, quella folla oceanica che il 21 gennaio si è riversata in 670 città del mondo per esprimere il proprio disappunto verso le politiche maschiliste e razziste del presidente americano Trump, ora tornano all’attacco. Promettono un General Strike, uno sciopero generale. Lo slogan questa volta è “un giorno senza donna“. Le donne anti-Trump invocano uno sciopero che, se attuato, porterebbe alla paralisi il paese: vorrebbe dire che il 50 per cento della popolazione, si fermerebbe per 24 ore in segno di protesta contro le politiche e le decisioni del neopresidente Usa.

    Partito anche questa volta dal passaparola sui social, staremo a vedere il consenso che riceverà. La cosa certa è quel sentimento di disapprovazione e di malcontento che sta imperversando e che non manca di palesarsi anche in altre occasioni.

    Come al Super Bowl, la finale di football americano, che è diventato teatro di uno show anti Trump, mentre fuori dello stadio andava in scena una vera e propria protesta. Dagli artisti dell’ halftime show, in prima linea una scatenata Lady Gaga, agli spot commerciali, tutto era un riferimento e una frecciata alle politiche anti immigrazione e maschiliste del presidente.

    La data e ulteriori dettagli sullo sciopero delle donne sono ancora da definire. Anche se un gruppo di militanti e attiviste — Linda Martín Alcoff, Cinzia Arruzza, Tithi Bhattacharya, Nancy Fraser, Barbara Ransby, Keeanga-Yamahtta Taylor, Rasmea Yousef Odeh e Angela Davis — in un lungo intervento sul Guardian ha detto che sarà l’8 marzo il giorno della mega mobilitazione. Una data simbolica quindi che richiama proprio la festa della donna, quell’anniversario in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York nel 1908. E l’8 marzo ricorda anche quella marcia di donne a San Pietroburgo che in migliaia scesero in piazza per chiedere la fine della guerra nel 1917.

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    Trump e le donne

    Ormai che tra gran parte delle donne e il presidente americano non corra buon sangue è cosa nota. Iniziato tutto con le affermazioni sessiste del tycoon in campagna elettorale e proseguito poi con provvedimenti che hanno creato conflitto, come per esempio l’ordine esecutivo anti-aborto.

    Qualche giorno fa, sembra che fosse trapelato dalla stampa americana l’intenzione di Trump di creare un nuovo dress-code per le donne: un invito a vestirsi in maniera più femminile nei luoghi di lavoro. La risposta anche in questo caso non si è fatta attendere: su Twitter con l’hashtag #DressLikeAWoman, migliaia di lavoratrici in tutto il mondo hanno pubblicato fotografie che le ritraggono in uniforme da poliziotta, tuta militare, camice da medico o semplicemente nel normale svolgimento del proprio mestiere.

    Tra le foto postate sul social, anche riferimenti a donne celebri come Eleanor Roosevelt e Malala Yousafzai e ad alcune italiane illustri, tra le quali l’astronauta Samantha Cristoforetti e Fabiola Gianotti, direttrice del Cern di Ginevra.