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Giappone, dilagano pedopornografia e violenze sulle attrici a luci rosse

Giappone, dilagano pedopornografia e violenze sulle attrici a luci rosse
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    Giappone, dilagano pedopornografia e violenze sulle attrici a luci rosse

    Numerose associazioni del Giappone che tutelano e difendono i diritti delle donne hanno lanciato un grave e pesante atto di accusa nei confronti della ricca, potente e influente industria nipponica a luci rosse. Diverse organizzazioni no profit, che sostengono i diritti delle donne, hanno infatti denunciato un fenomeno sempre più dilagante e allarmante: lo sfruttamento e le violenze che subiscono quotidianamente tante attrici di film per adulti. Molte di queste attrici sono adolescenti e alcune anche minorenni… Un lato oscuro del mondo giapponese a luci rosse davvero raccapricciante e terribile.

    Solamente negli ultimi quattro anni sono stati segnalati oltre 130 casi di attrici di film per adulti che hanno subìto abusi sessuali e violenze sessuali di gruppo. Alcune di queste ragazze hanno rivelato di essere state costrette a ripetuti rapporti sessuali senza protezione. Una delle sostenitrici della campagna contro le violenze sulle donne, l’avvocata Yukiko Tusnoda, ha infatti dichiarato: “Quelle donne sono costrette a esibirsi in questi film pornografici abusivi contro la loro volontà”.

    Inoltre diverse ragazze adolescenti vengono “adescate” in strada da broker e impiegati per lo più sposati e ultra quarantenni che convincono le vittime a firmare degli accordi con clausole di difficile comprensione per un fantomatico lavoro di modella. Quando poi si accorgano di aver firmato un “accordo a luci rosse” cercano di sottrarsi, ma vengono minacciate di essere denunciate per inadempienza contrattuale. Un triste e atroce fenomeno che si sta diffondendo a macchia d’olio. Si sono registrati anche alcuni casi di suicidio di queste giovani attrici violentate e stuprate. Sono però in poche a denunciare questi casi di abusi e violenze. Fortunatamente lo scorso anno, la Corte distrettuale di Tokyo aveva assolto una ragazza dall’accusa di inadempienza contrattuale dopo un caso del genere.

    Gli attivisti giapponesi hanno annunciato che continueranno a fare pressione sul Governo affinché venga aumentata la sorveglianza sul settore adult e hanno invocato nuove leggi che tutelino la dignità e il rispetto delle attrici di film per adulti.

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    Il dilagare del fenomeno della pedopornografia in Giappone è stato analizzato in un servizio d’inchiesta trasmesso dal programma di Italia 1, Le Iene, il 31 aprile 2016. L’inviata e conduttrice Nadia Toffa ha raccolto testimonianze e documenti oltre ad aver registrato video che documentano che la linea che divide la pornografia dalla pedopornografia è veramente sottile nel Paese orientale. La questione della pedopornografia nei manga e di come si colleghi ai costumi sessuali nipponici è stata affrontata nel reportage di Nadia Toffa, come d’altronde l’affettività dei giapponesi e il loro rapporto con il sesso. Tanti negozi vendono fumetti a sfondo sessuale con protagoniste le bambine manga oppure bambole che somigliano alle adolescenti giapponesi. Ci sono locali e hotel in cui si incontrano ragazze adolescenti e uomini per lo più sposati e maturi per consumare “rapporti di affetto” e/o sesso. Un fenomeno davvero squallido, inquietante e vergognoso che è purtroppo largamente diffuso nell’Impero del Sol Levante.

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