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Chi è Nikki Haley, prima donna nella squadra di Trump al governo

Chi è Nikki Haley, prima donna nella squadra di Trump al governo
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    Chi è Nikki Haley, prima donna nella squadra di Trump al governo

    Arrivano le prime nomine al femminile del team del neo presidente Trump. La prima donna ad essere nominata è Nikki Haley per la posizione di ambasciatore all’Onu. Dopo di lei è arrivata un’altra nomina “rosa”: Betsy Devos come segretario allʼIstruzione. Nikki Haley è la governatrice del South Carolina e che prenderà il posto di Samantha Power, ambasciatrice all’Onu dal 2013. Vediamo di capire e sapere di più su chi è prima donna nella squadra di Trump al governo.

    Nimrata Nikki Randhawa, coniugata Haley, ha 44 anni ed è al suo secondo mandato come governatrice del South Carolina dal 2010. E’ figlia di immigrati indiani e la sua nomina ha sorpreso molti americani. In occasione del consueto discorso sullo stato dell’Unione, tenuto da Barack Obama, infatti Haley aveva avuto modo di criticare l’estremismo di vari candidati radicali, tra cui proprio Donald Trump. “Gli immigrati – aveva detto – arrivano da generazioni sulle nostre coste per vivere il sogno americano. Vogliono il meglio per sé e i per i loro figli. Dobbiamo resistere alla tentazione di seguire il richiamo delle voci più arrabbiate. Nessuno dovrebbe mai sentirsi indesiderato in questo Paese, se ha voglia di lavorare duramente, di rispettare la legge e amare le nostre tradizioni”. È necessario “correggere il sistema”, “fermando l’immigrazione illegale” e dando “il benvenuto agli immigrati regolari a prescindere da razza e religione, come fatto per secoli”. Un discorso che aveva impressionato molti, tra cui lo stesso Obama.

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    Alle primarie repubblicane la Haley aveva appoggiato il senatore Marco Rubio, poi il senatore Ted Cruz, in pratica gli “avversari” di Trump che ha sbaragliato nella corsa alle presidenziali.
    E’ la governatrice americana più giovane,è sposata con con il capitano della Guardia Nazionale Michael Haley.
    I primi anni di vita in America non sono stati facili per Nikki. I genitori, tra i primi migranti a giungere in quella città, di religione induista, gestivano un negozio a Bamberg. Dopo la conversione al cristianesimo Haley inizia proprio in quella cittadina la sua attività politica e tra le file del Tea Party antitasse. Ricorda ancora come a 5 anni lei e la sorellina furono squalificate dal concorso Little Miss Bamberg perché non rientravano nella categoria delle bambine “bianche” e neanche in quella delle “nere.

    Per Trump, Nikki Haley è una “deal maker“, una capace di unire le persone a prescindere dal loro background o dall’appartenenza di partito. Nonostante le numerose frasi sessiste pronunciate da Trump contro le donne, di lei ha grande stima. E’ una donna che farà grandi cose e c’è già chi la vede in futuro alla Casa Bianca. Dal 2010 al 2016 è governatrice, ma la svolta nella sua carriera politica è arrivata dopo la dura presa di posizione in occasione della sparatoria nella chiesa nera di Charleston nel 2015. Un neonazista uccise nove fedeli e la governatrice ottenne dai legislatori della South Carolina il via libera per la rimozione della bandiera confederata, che per oltre 50 anni era stata issata nel cortile del Campidoglio statale. Venne notata e apprezzata per la forza e la determinazione.

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    Il discorso tenuto in risposta ad Obama a gennaio scorso non è stato l’unica critica di Haley a Trump. Appena un mese dopo Haley aveva anche criticato Trump per non aver preso distacco dai membri della setta suprematista bianca Ku Klux Klan ed infine nel massacro di Charlestone ci fu uno scambio di accuse reciproche. Trump la definì “debole” in materia di immigrazione illegale e clandestina e le allusioni alle origini della Haley furono ovvie. Ma nello scontro Trump-Clinton ha deciso di appoggiare Trump, “anche per impedire che Hillary Clinton diventasse presidente”. Adesso è tutta acqua passata, Trump ripone grandi speranze sulla sua prima scelta al femminile.

    Uno dei problema che Haley si troverà subito davanti appena metterà piede al Palazzo di Vetro, succedendo a Samantha Power, sarà rassicurare gli esperti di diritti umani sui futuri comportamenti dell’America. Uno dei “temi caldi” che dovrà affrontare è quello relativo alle torture durante gli interrogatori.

    Haley non ha esperienza nelle relazioni diplomatiche internazionale, additata invece come la principale skill che un ambasciatore all’Onu deve avere, ma è per molti la “stella nascente dei repubblicani”. E in campo politico e di diritti umani, per i quali si è sempre battuta, nessuno ha da insegnarle.
    La seconda eletta dopo Haley è stata Betsy DeVos, attivista e filantropa del Michigan, che sarà ministro dell’Istruzione.

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