Chi è Marine Le Pen, la biografia e il programma della candidata alle presidenziali francesi

Figlia del famoso Jean-Marie Le Pen, Marine è l'unica candidata donna alle presidenziali francesi di domenica 23 aprile. In corsa per l'Eliseo per la seconda volta, la leader del Front National è data per favorita nei sondaggi. Nota per le sue posizioni anti-europeiste e nazionaliste.

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    Chi è Marine Le Pen, la biografia e il programma della candidata alle presidenziali francesi

    Si avvicina la corsa per l’Eliseo: domenica ci saranno in Francia le presidenziali. Vediamo allora di scoprire chi è Marine Le Pen, la candidata del Front National che in molti danno per favorita insieme allo sfidante Emmanuel Macron candidato di “En Marche”. Gli altri sono François Fillon per il centrodestra, Jean-Luc Mélenchon per la sinistra radicale e il socialista Benoit Hamon. Scopriamo la biografia e il programma politico dell’unica candidata donna alle presidenziali francesi. Il presidente uscente, François Hollande è in carica dallo scorso 2012 e ha deciso di non ricandidarsi.

    La biografia di Marine Le Pen

    Marine Le Pen è la leader del partito Front National, lo stesso fondato dal padre Jean-Marie Le Pen.

    Secondo i sondaggi sarebbe in testa alle preferenze dei francesi al primo turno, con ottima probabilità di riuscire ad arrivare al ballottaggio del 7 maggio prossimo. Classe 1968, Marine nasce il 5 agosto a Neuilly-sur-Seine, ultima di tre figlie. Laureata in giurisprudenza, avvocato di professione e madre di tre figli. E’ parlamentare europea dal 2004 e dal 2011 leader del Front National.

    Questa è la seconda volta che si candida per l’Eliseo: precedentemente, nel 2012, si scontrò contro Hollande e Sarkozy, ottenendo il 17,9% dei consensi al primo turno.

    Nonostante la stessa linea politica del padre, c’è stato un grosso diverbio tra i due finito in scontro aperto: nel maggio 2015 Marine Le Pen acconsente all’espulsione del padre dal partito, dopo che questi ha negato per l’ennesima volta l’olocausto. Tra i due ovviamente al momento non corre buon sangue. Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen diventa Presidente del partito con il 67,65% dei voti, battendo Bruno Gollnisch.

    La sua carriera politica inizia molto presto: a 18 anni entra nel Front National ed oggi è una donna battagliera, convinta di poter governare bene il suo paese: “Sono pronta per l’Eliseo. Voglio governare la Francia. Non sopporto chi dice che non abbiamo le competenze necessarie, che siamo solo un partito di protesta”.

    Divorziata due volte, dal suo primo marito nel 2002, e dal suo secondo, Eric Lorio, membro del Front National. L’attuale compagno è Louis Aliot, vicepresidente del partito. L’ultimo comizio di Marine Le Pen è finito in scontri: al teatro Zenith una vera e propria aggressione al collega Gilbert Collard e una Femen che l’ha fronteggiata sul palco.

    Programma politico e ideologia di Marine Le Pen

    L’unica candidata donna presidente della Francia dopo Hollande è nota per le sue posizioni anti-europeiste. Il suo programma prevede circa 144 punti programmatici, a forte connotazione nazionalista e protezionista. Punta all’uscita della Francia dall’Unione europea, sul modello della Brexit anglosassone. Un’uscita che significherebbe il ritorno al franco, eliminando l’euro: secondo Le Pen infatti, l’economia in Francia ripartirebbe solo tornando alla sovranità monetaria.

    Lei e il suo partito chiedono la sospensione di Schengen per porre fine alla libera circolazione dei cittadini in Europa ristabilendo i controlli alle frontiere.

    Sull’immigrazione ha le idee chiare: vorrebbe impedire l’accesso ai migranti sul territorio francese e giura che “ non ha niente a che vedere con ostilità o razzismo, è solo buon senso”. Riguardo infatti agli attentati di matrice islamica che hanno sconvolto la Francia negli ultimi due anni si dice molto preoccupata e teme che possano essercene altri.

    Sul fronte economico, invece, il programma di Marine Le Pen si avvicina molto a quello di Donald Trump: la leader del Front National infatti punta a favorire le aziende francesi disincentivando l’importazione e la vendita di prodotti esteri considerati al di sotto degli standard imposti ai produttori francesi e ponendo un dazio pari al 3% per quelli che potranno ancora essere importati e venduti sul territorio.