Blue Whale in Italia: Maddalena mostra in un video choc i tagli sulle braccia

Sulla diffusione della Blue Whale Challenge in Italia c'è una testimonianza choc: Maddalena è la ragazza che ha deciso di parlare del fenomeno, prove alla mano. E i tagli sulle sue braccia, mostrati in un video, raccontano di una realtà che molti hanno già archiviato come 'bufala'.

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    Blue Whale in Italia: Maddalena mostra in un video choc i tagli sulle braccia

    Paura Blue Whale in Italia: Maddalena ha mostrato gli effetti del macabro gioco sul suo corpo in un video choc, che ha pubblicato sul proprio canale YouTube. Un gesto coraggioso per dire “Basta” e per mostrare a milioni di adolescenti che non è uno scherzo e i tagli sulle sue braccia dimostrano che di Blue Whale si può morire. La ragazza aveva pubblicato un precedente video, in cui affermava di aver preso parte al suicide game della “Balena blu”, ma la decisione di mostrare pubblicamente le cicatrici della drammatica esperienza è arrivata dopo la mole di accuse ricevute sul web: in molti l’avevano criticata, sostenendo cercasse solo notorietà e che non dicesse la verità, ma le prove ora ci sono, e il racconto è veramente difficile da ascoltare. Blue Whale Challenge spinge al suicidio, come dice Maddalena, che invita i giovani a non cadere nella trappola che la stava portando alla morte.

    Blue Whale: Maddalena in trappola, un video choc per aiutare tanti giovani

    Sembra uno dei tanti video di adolescenti in Rete, ma quello di Maddalena sul suo canale YouTube mette online la cruda verità sul gioco del suicidio Blue Whale. Ha deciso di farla finita con quella trappola mortale, prima che il suo “curatore” la portasse alla cinquantesima e ultima prova: il suicidio. Sì, perché Maddalena parla chiaramente di morte nonostante la sua giovane età imponga ben altri, frivoli argomenti. Ma il web le ha riservato una delle esperienze peggiori che potesse capitarle e, una volta risorta da quell’inferno di orribili sfide, ha deciso di aiutare chi non comprende l’entità del fenomeno.

    E se molti credono che Blue Whale possa essere una bufala, Maddalena chiede che ci sia voglia di ascoltare e capire. Ha iniziato il percorso di 50 sfide prima di uccidersi circa due mesi fa, nella totale segretezza imposta da uno sconosciuto che l’avrebbe contattata online.

    Blue Whale Challenge, le regole e le sfide: 50 giorni per morire

    La confessione choc di Maddalena contiene anche precisi riferimenti alle regole e alle sfide della Blue Whale Challenge. Ogni giorno una nuova prova da superare, per poi mostrarne il drammatico risultato al “burattinaio” senza volto e senza scrupoli.

    La prima regola, comune a molti altri racconti di adolescenti in varie parti del mondo, è stata quella di incidersi sul braccio, con un taglierino, la famosa balena, simbolo della morte nell’idea di Philipp Budeikin, studente russo condannato alla reclusione con l’accusa di essere l’ideatore di Blue Whale.

    Maddalena, salvata dai genitori

    Maddalena ha superato 25 prove, in altrettanti giorni, a suo dire anche sotto minaccia del “curatore” del suicide game che aveva preso in carico la sua sorte.

    Il 26° giorno Maddalena si è salvata grazie all’intervento dei genitori: hanno controllato il suo zainetto, trovandoci dentro un taglierino, per il quale la ragazzina ha trovato una pronta giustificazione per allontanare ogni sospetto. Ma il ritrovamento di un quaderno con la cronaca di quell’orrore, con tanto di annotazioni sulle sfide passate, ha definitivamente sancito la sua salvezza. Il padre di Maddalena ha contattato le forze dell’ordine, che non avendo però sentito parlare del gioco, avrebbero dichiarato di non poter far molto per risolvere la situazione.

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    La denuncia di Maddalena sul web: nessuno sottovaluti

    Non tutti hanno creduto al racconto di Maddalena, così come era passato inosservato il caso, altrettanto fortunato, della ragazzina che in Emilia-Romagna è stata salvata da un probabile suicidio grazie alle amiche. Ma l’adolescente ha parlato chiaramente ai suoi coetanei, ai genitori, e a quanti possono sottovalutare il problema: “Ne sono uscita per caso, solo dopo che i miei genitori mi hanno scoperto”. Partito dalla Russia nel 2013, il gioco si starebbe diffondendo in numerosi Paesi e avrebbe spinto al suicidio almeno 157 adolescenti.