Sotto quel pelo lungo e setoso batte il cuore di un vero terrier, un cane che veniva usato per cacciare i topi nelle miniere di carbone. Il carattere è rimasto quello: coraggioso, testardo, a volte persino dispettoso. Se un bambino lo prende come fosse un peluche, lui si arrabbia.
Non morde per cattiveria, ma per difendersi. La prima volta che ho visto uno Yorkshire ringhiare a un bambino che gli tirava la coda, ho capito che non era colpa del cane. Non si può pretendere che un animale così piccolo e delicato subisca tutto senza reagire.
Bambini grandi sì, bambini piccoli forse
La vera domanda non è se lo Yorkshire è buono, ma a che età lo affidi a un bambino. Se hai un figlio di tre o quattro anni, è una scommessa rischiosa. Il cane pesa due chili e mezzo, ha ossa sottili, e un bimbo che gioca con entusiasmo può fargli male senza volerlo. E un cane spaventato, anche piccolo, può reagire mordendo. Con bambini sopra i sei-sette anni, invece, la storia cambia.
A quell’età imparano a rispettare gli animali, a non tirare la coda, a non svegliarlo di soprassalto. E lo Yorkshire, da parte sua, diventa un compagno fedele, sempre pronto a seguire il suo umano in ogni avventura. Ma attenzione: non ama la solitudine. Se lo lasci solo per ore, abbaia, si annoia, si stressa. Non è un cane da lasciare in casa da solo mentre tutti sono al lavoro o a scuola.
Il pelo e la vera fatica (che nessuno racconta)
C’è un altro dettaglio che molti dimenticano. Lo Yorkshire non perde pelo, il che è un vantaggio per chi ha allergie. Ma il suo mantello è lunghissimo, cresce in continuazione, e va spazzolato ogni giorno. Se non lo fai, si formano nodi che diventano dolorosi. Puoi tagliarlo corto, ma ogni due mesi devi portarlo dal toelettatore. Costa e richiede tempo. Non è un cane da trascurare. Se la famiglia è pronta a dedicargli cure e attenzioni, allora può diventare il primo grande amore di un bambino. Ma se cerchi un cane facile, senza impegno, forse è meglio orientarsi su un’altra razza.
Perché lo Yorkshire non è un peluche. È un cane vero, con un carattere vero. E i bambini, se lo meritano, imparano ad amarlo. (E a spazzolarlo ogni giorno. E a non lasciarlo solo. E a rispettare i suoi tempi.) Alla fine, la convivenza è possibile, ma solo se si parte con le giuste informazioni. Altrimenti, si rischia di fare un dispiacere al cane e al bambino. E nessuno vuole questo.