La confusione nasce sempre dallo stesso punto: si pensa che sterilizzare significhi “lavare meglio”. In realtà è l’opposto: prima si lava bene, poi si sterilizza. Se salti il lavaggio e metti dentro pezzi ancora sporchi, la sterilizzazione diventa una mossa cosmetica: igiene percepita, non igiene reale.
Il trucco facile facile, quello che ti fa risparmiare tempo e ansia, è proprio questo: trasformare il lavaggio in un gesto immediato, così lo sporco non secca e la sterilizzazione diventa rapida. Appena finito l’uso, smonta tutto (corpo, ghiera, tettarella, valvolina, cappuccio) e fai un ammollo breve con acqua calda e detersivo delicato. Dieci minuti di ammollo valgono più di dieci minuti di strofinata dopo.
Prima regola: lavaggio pulito e risciacquo totale
Usa una spazzola dedicata per biberon e una piccola per le tettarelle: la parte interna della tettarella è quella che tradisce più spesso, perché trattiene una pellicola invisibile che poi fa odore.
Risciacqua con acqua corrente abbondante fino a eliminare ogni traccia di detersivo: lo senti anche al tatto, quando non “scivola” più. Poi lascia scolare su uno scolapiatti pulito, con i pezzi separati: l’acqua stagnante è l’alleata numero uno degli odori.
Tre metodi sicuri per disinfettare i biberon
Sterilizzatore a vapore: è il più comodo, perché standardizza tempi e risultato. Carichi i pezzi, avvii, lasci asciugare dentro fino all’uso. È quello che consiglio quando vuoi routine e zero improvvisazione.
Microonde: funziona solo se usi un contenitore/sterilizzatore adatto o se il produttore lo consente. In genere serve un po’ d’acqua nel contenitore per generare vapore: il vapore è la parte che sterilizza, non “le onde” da sole. Attenzione alle ustioni quando apri: vapore e plastica calda non perdonano.
Bollitura: è il metodo universale. Pentola capiente, acqua che copre tutto, ebollizione e 5 minuti pieni. Poi tiri fuori con pinze pulite e appoggi su una superficie pulita o su carta cucina. Non tutte le tettarelle gradiscono bolliture ripetute: se noti che diventano appiccicose, opache o deformate, è un segnale per sostituirle.
Nei primi mesi molte famiglie sterilizzano ogni giorno, poi spesso si passa a una frequenza più “di buon senso”: più spesso se il bimbo è molto piccolo o fragile, meno spesso se la routine di lavaggio è impeccabile e il biberon viene usato e asciugato correttamente. Il punto non è sterilizzare compulsivamente: è evitare che restino residui e umidità.