Molti proprietari portano l’acqua, ma pochi sanno che il cane va idratato ogni 20-30 minuti, non solo quando chiede. Una ciotola pieghevole in silicone (pesa pochi grammi) è essenziale perché permette di offrire acqua fresca in qualsiasi momento, senza dover cercare una fontana o usare le mani.
L’acqua deve essere a temperatura ambiente, non ghiacciata: il freddo improvviso può provocare torsioni gastriche. Mai far bere il cane direttamente da bottiglie di plastica tenute al sole: l’acqua calda e la plastica rilasciano sostanze indesiderate.
Telo ombreggiante e protezione solare per cani (sì, esiste)
La sabbia riflette fino all’85% dei raggi UV, colpendo il cane anche sotto l’ombrellone. Le zone più vulnerabili sono il tartufo, le punte delle orecchie, l’addome (se si rovescia) e le zone senza pelo. Un telo ombreggiante tecnico (non un semplice asciugamano) blocca i raggi UV e mantiene la superficie più fresca. Va steso sulla sabbia, non sopra il cane.
Esistono creme solari specifiche per cani (non usare quelle umane, contengono ossido di zinco e para-aminobenzoici tossici per loro). Si applicano sulle zone esposte 20 minuti prima dell’esposizione. Per i cani a pelo bianco o corto, la protezione è obbligatoria. Il colpo di calore si riconosce da affanno eccessivo, gengive rosse, debolezza: in quel caso, bagnare subito il cane con acqua fresca (non fredda) e portarlo all’ombra.
Kit di primo soccorso minimal: guanti, garze e il rimedio della sabbia
La spiaggia è piena di insidie: vetri nascosti, ami da pesca, schegge di conchiglie. Un taglio al cuscinetto plantare sanguina copiosamente e in pochi minuti si infetta con la sabbia. Il kit minimo deve contenere: guanti in lattice (per proteggerti), garze sterili, cerotto autoaderente (non stringere troppo), e una pinzetta per rimuovere schegge. Il rimedio della sabbia: se non hai altro, la sabbia asciutta e pulita può essere usata come tampone emostatico (preme e assorbe) ma va poi rimossa con acqua. Mai usare alcol o disinfettante spray sulle ferite aperte del cane: brucia e rallenta la guarigione.
Porta anche un numero di telefono del veterinario più vicino alla spiaggia. Meglio prevenire: prima di lasciare il cane libero, ispeziona l’area con lo sguardo. Le tre cose non sono accessori, ma strumenti di sopravvivenza. Il cane in spiaggia deve divertirsi, ma prima deve stare al sicuro. E sta a te, proprietario, garantire entrambe le cose.