Orrore a Roma: madre tenta di avvelenare figlia di 3 anni con psicofarmaci

Una donna di 30 anni ha tentato di avvelenare sua figlia introducendo degli psicofarmaci nel biberon mentre era ricoverata al Bambino Gesù di Napoli. Secondo le indagini, la donna avrebbe voluto attirare l'attenzione del marito con il quale vive una profonda crisi, avvicinandolo a sé. Si sospetta anche un episodio simile all'altra figlia. La bambina è fuori pericolo, la madre è stata arrestata e si trova nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli con l’accusa di tentato omicidio.

Pubblicato da Lavinia Sarchi Venerdì 13 gennaio 2017

Orrore a Roma: madre tenta di avvelenare figlia di 3 anni con psicofarmaci


Orrore a Roma, dove una madre 30enne avrebbe tentato di avvelenare la sua piccola figlia di 3 anni con gli psicofarmaci. Per fortuna è fuori pericolo. La donna, originaria di Napoli e residente a Roma, avrebbe compiuto l’insano gesto all’Ospedale Bambino Gesù, dove la bambina era ricoverata: avrebbe versato nel biberon benzodiazepine causandole due arresti cardiorespiratori. La piccola è stata salvata grazie all’intervento immediato dei sanitari. La madre è stata arrestata.

Si teme che abbia fatto lo stesso con l’altra figlia

La piccola era ricoverata al Bambino Gesù per problemi fisici e durante il suo ricovero si sono manifestati 2 arresti cardiocircolatori. Dagli esami delle urine, è venuto fuori che la piccola aveva ingerito sedativi e sostanze contenenti il benzodiazepine. I medici hanno quindi allertato l’autorità giudiziaria, che ha fatto partire l’indagine.
Gli inquirenti stanno verificando anche se la donna possa aver compiuto lo stesso folle gesto con l’altra figlia di un anno. La donna ha altre due figlie piccole e il 28 dicembre scorso i carabinieri avevano notificato alla donna un provvedimento di sospensione della potestà genitoriale, adottato dal Tribunale per i Minorenni di Napoli. La donna e il marito avevano il divieto di avvicinamento alla bambina ricoverata e alle due sorelline più piccole, che sono state affidate ai servizi sociali partenopei.

“Voleva attirare l’attenzione del marito”

La sconvolgente motivazione che sta venendo fuori dagli approfondimenti investigativi, rivelerebbe che la donna avrebbe compiuto il folle gesto per attirare l’attenzione del marito, con il quale è in crisi: “la trentenne, verosimilmente a causa della tensione coniugale esistente con il marito e con l’intenzione di attirare l’attenzione di quest’ultimo sugli interessi familiari e così rafforzare il loro legame, avrebbe deliberatamente, e senza alcuna prescrizione medica, somministrato alla figlia, mentre era ricoverata presso l’Ospedale Bambino Gesù, farmaci contenenti benzodiazepine in grado di procurare l’arresto cardiorespiratorio della piccola” direbbero gli approfondimenti.
Difficile da credere, ma ci sono patologie che portano a simili gesti: tempo fa un uomo, affetto dall’insolita sindrome di Munchausen ha soffocato la figlia, proprio per un’ossessiva ricerca dell’attenzione su di sé. In entrambi i casi, probabilmente in maniera inconscia, c’è il tentativo di richiesta di attenzioni e nel caso di Roma, la donna avrebbe anche rafforzato il legame con il marito.

La donna è in stato d’arresto e si trova nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli con l’accusa di tentato omicidio. La bimba invece per fortuna è fuori pericolo, anche se non sappiamo a chi verrà affidata, se seguirà le sorelline, già in affidamento ai servizi sociali.