Non so voi, ma negli ultimi anni si è accentuata in me la nostalgia degli anni ’90, il periodo dell’infanzia, quando ancora non avevamo i cellulari e lo squillo, invece, arrivava sul telefono conquistato con tanta fatica dopo la promozione della terza media, magari.
Possiamo aggiungere altri dettagli a questa lista: le canzoni dei Blue, quelle di Paolo Meneguzzi, così come le bellissime canzoni di Ligabue, Vasco Rossi e la musica dance dei Five, dei Backstreet Boys, gli Aqua con Barbie Girl e tanto altro ancora.
Possiamo continuare l’elenco con le riviste per adolescenti, così come nel caso di Cioè e tanto altro ancora. Insomma, una lista lunghissima che ci riporta indietro nel tempo inevitabilmente. È proprio in quel momento che ci rendiamo conto che ormai è tutto passato e subentra la nostalgia.
La nostalgia degli anni ’90 colpisce ancora: nessuno ne è immune
Più sentiamo di appartenere alla classe dei Millennials, più ci rendiamo conto che determinate cose ci mancano davvero. In un’epoca in cui è tutto facile — avere un’informazione, chiamare un’amica o scriverle un messaggino — tornare con i ricordi a quando invece tutto ciò era quasi impossibile fa venire un magone al cuore. Il mitico squillo, come dimenticarlo: uno per dire che pensavi all’altra persona, due magari per farti richiamare, oppure altri messaggi in codice che si sceglievano sul momento. Inoltre, c’erano le Summer Card: 100 messaggi da poter utilizzare nell’arco di un mese. In quel momento lì ci sentivamo ultra ricchi, perché sapevamo di poter scrivere “incondizionatamente” alle persone a cui volevamo bene, cercando di far rientrare tutto in 160 caratteri.
Le chiamate al telefono di casa con le amiche, poi. L’attesa di ricevere la telefonata dopo cena e il silenzio: tutto si fermava. Lasciavi i rapporti scolastici in classe, concludevi la serata con un’amica e dovevi attendere l’indomani, o qualche giorno dopo, per poter riprendere da dove avevate lasciato.
Tutto questo è diventato oggetto di studio anche da un punto di vista psicologico ed è stato osservato in diverse parti del mondo, perché l’effetto nostalgia ha letteralmente travolto i Millennials ovunque. Manca la disconnessione dal mondo: siamo sempre troppo connessi con il lavoro, con gli amici, con gli altri, con tutti, e questo non ci permette mai di riposare davvero, di ponderare cosa è successo. È come se la vita ci stesse sfuggendo di mano, andando troppo veloce, quasi senza riuscire ad agganciarla.
Come sopravvivere alla nostalgia?
Questa è una domanda alla quale è davvero difficile dare una risposta, soprattutto dal momento in cui diversi creator digitali hanno deciso di mettersi in gioco e recuperare tutto ciò che avevano conservato dagli anni ’90, condividendolo con i propri follower: pezzi di vita che, in un certo modo, oggi sembrano preistorici.
Una buona tecnica per potersi liberare dalla nostalgia degli anni ’90 è quella di rivedere le foto del passato e guardarle con il sorriso, rendersi conto che effettivamente quella parentesi della nostra vita si è conclusa e ne è cominciata un’altra, da adulti.
Poi, però, c’è sempre un’altra cosa che possiamo fare: recuperare le nostre vecchie compilation fatte con i CD masterizzati direttamente al PC, e che possiamo tranquillamente mettere in uno stereo, ad esempio, e ascoltare la musica che ci ha accompagnato in quel periodo. Perché ogni disco era una raccolta di emozioni e, sicuramente, mi ricorderà determinati momenti. Il consiglio, quindi, non è allontanare il ricordo, ma viverlo quando ne sentiamo bisogno, così da contenere l’effetto nostalgia: ci permetterà di tenere vivo il ricordo senza farlo diventare un problema, come se la nostra mente volesse riportarci a un momento felice che, purtroppo, è finito già da un bel po’.