La bambina “miracolata” nata dopo sole 21 settimane festeggia il primo compleanno

Le probabilità di sopravvivere per una neonata nata così presto sono davvero pochissime, ma Ellie ha tenuto duro e ora si appresta a festeggiare il suo primo compleanno

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    neonato prematuro
    FOTO | Di Kristina Bessolova/Shutterstock.com

    Il primo compleanno di un bambino è sempre una pietra miliare nella storia di ogni famiglia, ma per Eliora “Ellie” Schneider è quasi un miracolo. La bimba, che vive a Kansas City, è nata alla 21esima settimana, nel quinto mese di gravidanza. Secondo i medici, i neonati così premature hanno scarsissime probabilità di sopravvivere.

    Ma Ellie è una piccola guerriera, e anche se quando è nata non era più grande di una lattina di soda, ha tenuto duro e ora può festeggiare il suo primo compleanno.

    Mamma Robin ha svelato con orgoglio che la piccola riesce a stare seduta da sola, sta iniziando a gattonare e ha bisogno della maschera ad ossigeno solo quando dorme, invece che tutto il giorno.

    La Dr.ssa Barbara Carr, la neonatologa che ha seguito il caso della piccola Ellie, ha dichiarato: “Aveva tutte le probabilità contro. I suoi genitori hanno una fede molto profonda. Loro hanno continuato a sperare, e noi abbiamo continuato a lavorare sperando che andasse tutto bene, e così è stato”.

    Il merito del “miracolo” che ha salvato Ellie va dato alla Dr.ssa Carr e al suo team, che è capo di un programma che da 3 anni si è specializzato nel trattamento di bambini nati prima della 24esima settimana.

    Secondo la neonatologa, i bambini nati prima delle 24 settimane negli Stati Uniti hanno una percentuale di sopravvivenza del 6%, mentre nell’ospedale di Saint Luke a Kansas City dove è stato attivato questo particolare programma per bambini estremamente prematuri, la percentuale di sopravvivenza sale al 50%.

    La Dr.ssa aggiunge però che quando i bambini lasciano l’ospedale non significa che non avranno più problemi di salute: “Non è detto che il bambino sia del tutto ‘normale’. I genitori devono essere disposti ad accettare che il neonato possa presentare degli handicap a livello fisico o dal punto di vista dello sviluppo neurale”.

    Ellie sembra cavarsela alla grande. Continua a fare controlli di routine e fisioterapia in ospedale, e la prossima domenica festeggerà il suo primo compleanno.

    Trento, bambina inglese nasce prematura: raccolta fondi per aiutare i genitori di Matilda

    È partita sul web una raccolta fondi per aiutare i genitori di Matilda, la bimba inglese nata prematura di ben 3 mesi in Italia. I genitori, due giovani ventisettenni, si trovavano in vacanza a Venezia, quando all’inizio di dicembre, la futura mamma Jordan ha cominciato ad accusare delle perdite ed è stata trasferita all’Ospedale di Trento. Dopo due giorni di ricovero è nata la piccola Matilda, con 3 mesi di anticipo, pesando appena 600 grammi. Per aiutare i genitori è stata lanciata una gara di solidarietà sul web che sta riscuotendo molto successo.

    Quando la piccola Matilda è venuta al mondo, il fatto di essere prematura di 15 settimane e con un peso di appena 600 grammi, ha richiesto che la neonata venisse immediatamente trasferita in incubatrice nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Trento. Questo ha ovviamente costretto i genitori a rimanere in Italia, finché la piccola non sarà abbastanza forte per tornare a casa. I due giovani genitori, Jordan Wilson e Ashley Challoner, possono contare per il momento sulla copertura dell’assicurazione sanitaria, ma al ritorno in Inghilterra potrebbero non avere abbastanza disponibilità economica per provvedere a tutto.

    Per aiutare i genitori ad affrontare le spese, in vista soprattutto del ritorno in Inghilterra, la nonna della piccola ha lanciato una raccolta fondi su gofundme.com: l’obiettivo era di raggiungere almeno 1.500 sterline, quota già superata grazie alla generosità di alcune persone. La piccola pesa ora pesa 1.180 grammi. Le sue condizioni migliorano di giorno in giorno e tra due mesi, assicurano i medici, potrà lasciare l’ospedale.