Malattie della pelle, il punto su cure e tecnologie

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Le malattie della pelle, sono numerose e molto diverse tra loro. Spesso si manifestano a seconda dell’età o della professione e necessitano di competenze, approcci diagnostici e terapeutici ben diversi tra loro. Pensiamo allora al melanoma e dunque alla dermatologia oncologica, oppure all’orticaria e quindi ad una manifestazione cutanea che può dipendere da un’allergia. Gli esempi sono numerosi. Per questo motivo è in corso a Sorrento il Primo Congresso Nazionale di Scienze Dermatologiche, volto proprio ad un confronto tra tutti gli specialisti delle varie categorie afferenti alla dermatologia.

Pensate che i relatori presenti sono circa 160 e provengono da tutta Italia, anche se non mancano rappresentanti stranieri. L’evento è stato organizzato dalla Clinica Dermatologica dell’Università di Napoli Federico II, diretta dal professor Fabio Ayala, che si è avvalso della collaborazione di specialisti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il titolo dell’incontro? “Dalla Clinica pratica alla Terapia ragionata attraverso la Ricerca applicata e le Tecnologie”. Ma quali sono ad esempio queste tecnologie? Una fra tutti è quella che utilizza da qualche tempo la microscopia confocale, utile per fare la diagnosi di tumore della pelle evitando biopsie inutili. Spiega il Prof. Ayala: “strumenti di questo tipo in mano ad un bravo dermatologo sono fondamentali per la diagnosi precoce del melanoma. Al contempo, il laser a luce pulsata intensa può essere utilizzato per la terapia delle tradizionali macchie scure, o anche nell’epilazione.
 
Un altro strumento tecnologico semplice ad esempio è quello utilizzato per trattare alcune cicatrici dovute all’acne con il Needling: è una specie di rullo caratterizzato da numerosi e microscopici aghi capaci, non di eliminare il problema, ma di ridurlo sensibilmente”. A proposito di acne Ayala ricorda anche l’importanza della medicina di genere, considerato che alcuni farmaci, come i retinoidi, difficilmente possono essere dati in terapia alle donne in età fertile perché teratogeni, mentre possono trarre buoni risultati da una terapia ormonale. Il prof. Ayala inoltre, che ha di recente presentato i dati del “Progetto Daniele”, volto alla qualità della vita professionale e sociale nei pazienti affetti da psoriasi, ci tiene ad evidenziare anche questo aspetto nella cura delle malattie della pelle. “Oggi il dermatologo deve considerare anche l’aspetto emotivo-psicologico di patologie come la psoriasi o la vitiligine ad esempio: se il paziente, con la riduzione dei sintomi, dovuta ad una terapia farmacologica, non migliora anche in questo senso, non possiamo considerarlo guarito”. Un approccio che ci piace, non trovate?

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Parole di Cinzia Iannaccio

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