Liquirizia durante la dieta, l’alleata (sgradita) che trattiene i liquidi

La liquirizia è da secoli considerata un rimedio naturale per la digestione e, in alcuni circoli, anche un aiuto per perdere peso. La verità è molto più sfumata. La radice della Glycyrrhiza glabra contiene glicirrizina, una molecola dal sapore dolcissimo (50 volte più dello zucchero) che interferisce con il metabolismo del cortisolo.

Questo ormone, quando viene inibito nella sua degradazione, si accumula nel sangue e provoca ritenzione idrica, aumento della pressione arteriosa e perdita di potassio.

Per chi è a dieta, gli effetti sono paradossali: la liquirizia può far gonfiare l’addome e far salire l’ago della bilancia non perché aggiunga grasso, ma perché trattiene acqua. Inoltre, la sua naturale dolcezza può innescare il desiderio di altri zuccheri. Non è un alimento da demonizzare, ma in un percorso di dimagrimento va gestito con attenzione.

Il problema della glicirrizina (e come aggirarla)

La dose giornaliera considerata sicura per un adulto è di circa 100 mg di glicirrizina, pari a 20-30 grammi di liquirizia pura (due bastoncini). Superata questa soglia per più di due settimane, si rischiano ipertensione, ipopotassiemia e affaticamento. Durante una dieta ipocalorica, dove spesso si riducono anche i cibi ricchi di potassio (verdure a foglia, legumi), l’effetto di una liquirizia consumata ogni giorno può essere più marcato. Attenzione: la liquirizia “light” o senza zucchero non risolve il problema, perché la glicirrizina rimane.

Esistono però estratti di liquirizia “deglicirrizinati” (DGL), privati appunto della glicirrizina, che mantengono il sapore ma non hanno gli effetti collaterali sul cortisolo. Questi si trovano in erboristeria e sono l’unica forma consigliabile per chi ama il gusto ma è in dieta o soffre di pressione alta.

Quando e come concedersela senza rallentare la dieta

Una piccola quantità di liquirizia pura, una volta ogni tanto (massimo due bastoncini a settimana), non compromette un percorso di dimagrimento, a patto di considerare le sue calorie: circa 3-4 kcal per grammo, simili a quelle dello zucchero. Meglio consumarla lontano dai pasti, come piccolo piacere post-prandiale, e non tutti i giorni. Chi segue una dieta povera di potassio (per problemi renali) o ha la pressione alta dovrebbe evitarla del tutto.

Un consiglio pratico: se dopo aver mangiato liquirizia noti gonfiore alle caviglie o mal di testa, è il segnale che hai superato la tua dose personale. La liquirizia in dieta non è una nemica, ma nemmeno un’amica. Come molte cose, è una questione di quantità e di consapevolezza. Meglio un quadratino di cioccolato fondente, se il desiderio è lo zucchero. Almeno quello non trattiene i liquidi.