Posso affermare con certezza che “Sul Matrimonio” di Kahlil Gibran sia in assoluto la poesia d’amore che preferisco e che, a mio avviso, esprime il modo più giusto e bello di vedere un rapporto di coppia che deve essere un “concerto” tra due persone in cui una non prevale sull’altra e in cui entrambi mantengono i loro spazi e la loro individualità. Un modo stupendo di intendere il rapporto a due e, in questo caso, il matrimonio in cui la donna e l’uomo non devono essere l’uno succube dell’altro ma crescere insieme, nonostante ognuno mantenga il suo spazio di unicità. Ecco a voi la bellissima “Sul Matrimonio” di Kahlil Gibran.
Il Matrimonio di Kahlil Gibran
Voi siete nati insieme, e insieme starete per sempre.
Sì, insieme anche nella tacita memoria di Dio.
Ma vi siano spazi nella vostra unione,
E fate che i celesti venti danzino tra voi.
Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio:
Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.
Riempa ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola.
Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo,
Datevi il cuore, ma l’uno non sia in custodia dell’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere entrambi i cuori.
Poiché le colonne del tempio restano tra loro distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.