Il pane in pasta con questa tecnica ti dura tre mesi, fai la pizza tutte le volte che vuoi

Quante volte si rinuncia alla pizza del sabato sera solo perché non si ha voglia di aspettare le ore di lievitazione? O perché si torna a casa tardi e il forno sarebbe pronto quando ormai la fame è passata? La risposta a questo problema esiste, ed è più antica di quanto si creda.

Si chiama “pane in pasta”, una tecnica che i panettieri conoscono bene e che permette di avere sempre a disposizione un impasto pronto, da usare per pizza, focacce, panini o pane vero e proprio.

Si prepara una volta, si conserva, e per i tre mesi successivi si ha la libertà di sfornare quando si vuole, senza dover ricominciare da capo ogni volta.

La ricetta dell’impasto che non tradisce mai

L’impasto base è quello di una pizza classica, ma con un’idratazione leggermente più alta per garantire morbidezza anche dopo il congelamento. Si parte con un chilo di farina di media forza, intorno ai 300-350 watt, e 650 millilitri di acqua tiepida. Si sciolgono 10 grammi di lievito di birra fresco nell’acqua, si aggiunge un cucchiaio di olio extravergine e si comincia a incorporare la farina.

Quando l’impasto inizia a prendere forma, si aggiungono 20 grammi di sale e si continua a lavorare fino a ottenere un composto liscio ed elastico. Ci vogliono circa dieci minuti a mano o cinque con la planetaria. L’impasto va lasciato lievitare coperto per un’ora, poi si ribalta su un piano infarinato, si divide in panetti da 200-250 grammi l’uno, la porzione giusta per una pizza tonda o una teglia di focaccia. Ogni panetto si avvolge singolarmente in pellicola trasparente, schiacciandolo leggermente per formare un disco che occuperà meno spazio in freezer.

Tre mesi di pizza sempre pronta

Così preparati, i panetti si conservano in congelatore per almeno tre mesi senza perdere le loro caratteristiche. Il giorno in cui si vuole la pizza, si toglie dal freezer il numero di panetti desiderati, si lasciano scongelare in frigorifero per qualche ora o a temperatura ambiente per almeno due ore. Una volta scongelati, si stendono con le mani o con il mattarello, si condiscono e si infornano.

Non serve aspettare un’altra lievitazione, perché l’impasto si riattiva con il calore del forno. Con questa tecnica, la pizza diventa un piatto improvvisato come qualsiasi altro. E la focaccia, il pane, i panini, seguono la stessa sorte. Bastano poche ore di preparazione ogni tre mesi, e poi si è sempre pronti. Un piccolo investimento di tempo che restituisce libertà in cucina. E il profumo del pane appena sfornato, finalmente, non deve più aspettare il weekend.