Gite scolastiche, cambia tutto: “Oggi il vero rischio è l’alcol tra gli adolescenti”

Sempre più docenti rinunciano ad accompagnare gli studenti in gita: pesa l’allarme alcol e il timore di responsabilità. Le gite scolastiche continuano a rappresentare uno dei momenti più attesi dagli studenti, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato profondamente. Non solo nell’organizzazione dei viaggi d’istruzione, ma soprattutto nelle preoccupazioni di insegnanti e dirigenti scolastici, chiamati a gestire comportamenti sempre più complessi tra gli adolescenti. A riportare il tema al centro del dibattito è Tina Gesmundo, dirigente del liceo scientifico Salvemini, che in un’intervista rilasciata a Repubblica Bari ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il consumo di alcol tra i giovani durante le uscite scolastiche. “I professori devono restare sempre in allerta” Secondo la dirigente, rispetto al …

Sempre più docenti rinunciano ad accompagnare gli studenti in gita: pesa l’allarme alcol e il timore di responsabilità.

Le gite scolastiche continuano a rappresentare uno dei momenti più attesi dagli studenti, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato profondamente. Non solo nell’organizzazione dei viaggi d’istruzione, ma soprattutto nelle preoccupazioni di insegnanti e dirigenti scolastici, chiamati a gestire comportamenti sempre più complessi tra gli adolescenti.

Gite scolastiche, cambia tutto: “Oggi il vero rischio è l’alcol tra gli adolescenti”
Studenti – Tuttonotizie.eu

A riportare il tema al centro del dibattito è Tina Gesmundo, dirigente del liceo scientifico Salvemini, che in un’intervista rilasciata a Repubblica Bari ha acceso i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il consumo di alcol tra i giovani durante le uscite scolastiche.

“I professori devono restare sempre in allerta”

Secondo la dirigente, rispetto al passato sono cambiate radicalmente le principali preoccupazioni legate alle gite. Se un tempo l’attenzione era rivolta soprattutto alle relazioni sentimentali tra studenti, oggi il problema più sentito riguarda gli eccessi legati all’alcol.

“In passato la preoccupazione più grande era evitare rapporti sessuali fra i ragazzi. Oggi c’è il tema delle trasgressioni alcoliche, sempre più diffuse”, ha spiegato Gesmundo.

Una situazione che, inevitabilmente, pesa anche sugli insegnanti accompagnatori. Molti docenti, infatti, considerano ormai le gite un incarico particolarmente delicato, segnato da forti responsabilità e dalla necessità di controllare costantemente gli studenti, soprattutto durante le ore serali e notturne.

La conseguenza è evidente: trovare professori disponibili ad accompagnare le classi diventa ogni anno più difficile. La dirigente parla apertamente di una “guardia sempre molto alta” che gli insegnanti sono costretti a mantenere per tutta la durata del viaggio.

I casi recenti e i numeri che preoccupano

Negli ultimi mesi diversi episodi hanno riacceso l’attenzione sul rapporto tra adolescenti e alcol. Ha suscitato particolare clamore il caso di uno studente finito in coma etilico durante una gita scolastica dopo aver bevuto vodka nascosta in una borraccia.

Non si tratta però di un episodio isolato. In un altro caso, riportato da Orizzonte Scuola, alcune studentesse di sedici anni sarebbero state sorprese a consumare spritz già nelle prime ore della mattina, prima dell’inizio delle lezioni.

Vicende che si inseriscono in un quadro più ampio e preoccupante. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità parlano chiaro: nel 2024 in Italia i cosiddetti binge drinker hanno superato quota 4,4 milioni. Tra gli 11 e i 17 anni si contano circa 79mila minori che bevono con l’obiettivo di ubriacarsi.

Il rapporto evidenzia inoltre come il consumo di alcol fuori pasto sia oggi uno dei comportamenti a rischio più diffusi tra gli 11 e i 24 anni. Cresce anche il fenomeno degli aperitivi alcolici tra le ragazze adolescenti.

“Le gite non vanno demonizzate”

Nonostante le criticità, Gesmundo invita a non trasformare il tema in una guerra generazionale. La dirigente difende infatti il valore educativo e sociale delle gite scolastiche, pur chiedendo una revisione delle modalità con cui vengono organizzate.

L’idea è quella di puntare su viaggi maggiormente legati all’esperienza culturale e formativa, abbandonando formule considerate poco utili dal punto di vista educativo. Un altro aspetto centrale riguarda i costi, che secondo la dirigente rischiano di trasformare le gite in un privilegio accessibile solo ad alcune famiglie.

“Le gite fungono da aggregatori: non devono creare disparità”, sottolinea Gesmundo.

Il dibattito resta aperto, ma una cosa appare chiara: la scuola si trova oggi a fare i conti con nuove fragilità adolescenziali e con un contesto sociale profondamente diverso rispetto al passato.